Bocconcini di brownie alle noci tra crema al pistacchio e chantilly alla vaniglia anche se il #foodselfie e’ ancora tutto da capire.

Oggi la piccola e’ a casa con me, 2 linee di febbre sospetta e allora niente centro estivo = niente giornata libera per lavorare.

Approfitto di un pisolino fortemente suggerito per scrivere una ricettina fatta da poco qui sul blog. Di ricette negli ultimi mese ne ho sperimentate parecchie, ho preparato diversi buffet per vari tipi di eventi e avrei voluto documentare molto meglio i piatti che mi sono venuti bene, ma come al solito poi, presa dalla frenesia del momento troppo spesso mi dimentico anche di fare una semplice foto. Il fatto che il mio Iphone sia spaccato dalla parte della fotocamera non aiuta anche se qualche giorno fa ho avuto un’illumincazione: posso usare la fotocamera sul davanti! Da allora ogni piatto diventa un “selfie”. Si perche’ se usare il telefono per scattare un selfie con faccia da fessa e’ piuttosto facile, utilizzarlo nella stessa modalita’ per ottenere un bello scatto di un piatto e’ tutt’altra storia!

Il telefono scivola nel piatto 9 volte su 10, con una mano sola non si puo’ tenere il telefono e spingere il bottone per scattare e poi la tremarella e’ in agguato. Risultato: piuttosto orribile, ma per questa volta ci accontantiamo!

Bocconcini di brownie alle noci tra crema al pistacchio e chantilly alla vaniglia

bicchierini

per il brownie

350 g di cioccolato fondente

250 g di burro

200 g di noci

250 g di zucchero di canna

3 uova

85 g di farina 00

1 cucchiaino di baking powder

fate sciogliere il cioccolato insieme al burro, nel frattempo montate le uova con lo zucchero, aggiungete la farina setacciata con il lievito e mescolate. Adesso aggiungete anche la cioccolata e le noci. Mescolate e spargete il composto in modo uniforme su una teglia o in uno stampo. Cuocete in forno a 170 gradi per 30 minuti circa, verificando la cottura. L’interno del dolce deve rimanere piuttosto umido.

per la chantilly alla vaniglia

500 gr di latte

1 cucchiaino di estratto puro di vaniglia

1 uovo

1 tuorlo

130 g di zucchero

40 g di farina 00

250 g di panna fresca

Mettete la vaniglia nel latte e portatelo a bollore con meta’ dello zucchero. In una ciotola amalgamate bene le uova all’altra meta’ dello zucchero, poi aggiungete la farina. Quando il latte bolle versatelo sulle uova e mescolate bene. Rimettete sul fuoco e fate cuocere. La crema dovra’ bollire per circa 5 minuti.

Montate la panna e quando la crema sara’ fredda amalgamatela delicatamente.

 

 

per la crema al pistacchio

500 g di latte

4 tuorli

130 g di zucchero

60 g di amido di mais

70 g di pasta di pistacchi

Portate il latte a bollore con meta’ dello zucchero. In una ciotola amalgamate bene le uova all’altra meta’ dello zucchero, poi aggiungete la farina. Quando il latte bolle versatelo sulle uova e mescolate bene. Rimettete sul foco e fate cuocere. La crema dovra’ bollire per circa 5 minuti. Amalgamate la pasta di pistacchi alla crema.

Prendete dei bicchierini o delle coppette e componete i dolcetti mettendo qualche cubetto di brownie e alternando le due creme, guarnite con mandorle a lamelle.

Svegliarsi alle 5 e pensare alle trofie con crema di porri e gorgonzola, pancetta affumicata e Pecorino Romano DOP Brunelli

IL MATTINO HA L’ORO IN BOCCA

IL MATTINO HA L’ORO IN BOCCA

IL MATTINO HA L’ORO IN BOCCA

IL MATTINO HA L’ORO IN BOCCA

IL MATTINO HA L’ORO IN BOCCA

Questa e’ la frase che quel brutto matto di Jack Nicholson scriveva e riscriveva in uno dei suoi momenti di follia  in Shining ( almeno nella versione italiana del film), e che io, da vera psicopatica, mi ripetevo mentre sta mattina alle 5:20 iniziavo a scrivere questo post. Dopo l’ennesimo risveglio forzato ( “mammma metti coperta”, “mamma acqua” , mamma ho fatto un brutto sogno”) ho pensato che tanto valeva dare inizio alla giornata e portarsi avanti con un po’ delle cose che avrei voluto fare.

Adesso per voi ho una domanda da un milione di dollari: ma a quale eta esattamente iniziera’ a dormire sempre tutta la notte ?

In questi anni di sonno sballato, ho notato che i momenti piu’ creativi della giornata, quelli in cui mi vengono piu’ facilmente in mente le cose che devo fare e come le vorrei fare sono tra le 5 e le 6 di mattina e tra le 11 e mezzanotte.

Sono i momenti in cui la pallina da flipper che risuona nel mio cervello facendomi stare tutto il giorno a pensare e ripensare a cosa sia meglio fare, si ferma e lascia spazio a pensieri piu’ liberi, ma allo stesso tempo piu’ chiari e concreti. Peccato pero’ che il sonno annebbi tutto questo e renda sempre tutto molto difficile.

Comunque sta mattina alla 5:20 la scrittura di questo post e’ stata nuovamente interrotta da un altro brutto sogno ed e’ finita con la piccola nel letto con me per un’ultima ora di sonno prima che la sveglia suonasse definitivamente. L’ora migliore della nottata visto che io ho sognato la mia nonnina, che mi manca terribilmente e lei era bella e sorridente e io adesso sono tanto felice.

La ricetta che avevo iniziato a scrivere e’ quella delle trofie con crema di porri e gorgonzola, pancetta affumicata e Pecorino Romano DOP Brunelli. Una ricetta velocissima preparata una delle scorse domeniche che pero’ e’ sempre un successo.

trofie

Ovviamente basta avere una buona pasta dei porri freschi, del gorgonzola e della pancetta di qualita’. Il piatto e’ semplice e la sua forza sta proprio nella bonta’ degli ingredienti.

Ingredienti per 4 persone

3 porri

20 g di burro

olio extravergine d’oliva

100 g di pancetta affumicata

120 g di gorgonzola dolce

50 g di Pecorino Romano DOP Brunelli

latte fresco q.b.

320 g di trofie

Procedimento:

eliminate dai porri la parte verde, lavateli e tagliateli a rondelle molto sottili.

In una padella fate appassire nel burro e nell’olio d’oliva mezzo scalogno tagliato finemente, poi aggiungete il porro e fate cuocere lentamente aggiungendo un goccio di acqua.

quando il porro sara’ ben cotto aggiungete il gorgonzola  a pezzetti, amalgamate bene e se serve utilizzate un pochino di latte per rendere il tutto piu’ cremoso.

Cuocete le trofie in abbondante acqua salata.

Durante la cottura delle trofie, in un’altra padella fate rosolare la pancetta con un filo di olio, quando sara’ croccante mettetela ad asciugare su un foglio di carta assorbente.

Scolate la pasta e fatela saltare nella padella del condimento, aggiungete il Pecorino grattugiato e impiattate aggiungendo la pancetta.

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English version

THE MORNING HAS THE GOLD IN THE MOUTH

THE MORNING HAS THE GOLD IN THE MOUTH

THE MORNING HAS THE GOLD IN THE MOUTH

THE MORNING HAS THE GOLD IN THE MOUTH

THE MORNING HAS THE GOLD IN THE MOUTH

That ‘s the phrase that the crazy Jack Nicholson wrote and rewrote one of his moments of madness in the movie Shining ( at least in the italian version of the movie) and it is also the same phrase that I was repeating this morning at 5:20 when I began to write this post.

After yet another forced awakening ( ” Mom put my blanket back “, ” Mom water please,” Mom , I had a bad dream ” ) I thought I might as well start the day and move forward doing some of the thing on my to do list.

Now I have a question for you, a million dollars one: at what age exactly will she start  sleep ing through the whole night? I mean, every night for the whole night?

In these years of terrible sleep , I noticed that the most creative moments of my day, are between 5 and 6 am and between 11 and midnight.

They are the moments when the pinball that resonates in my brain making me stay all day to think and rethink about what is the best thing to do  stops and leaves room for more easy thoughts. Concrete thoughts that are clear and concrete . Even if then the absence of sleeping  makes everything difficult and foggy.

However this morning at 5:20 when I started to write this post I was  interrupted again by another “bad dream” so I got back to my bed with her this time, for for one more hour of sleep before the alarm rang. I have to say that that was the best time of the night. I dreamed about my  grandmother, she was there with me, in the garden of my mother’s house, she was beautiful, happy, smiling and calm.   I miss her so terribly and I was so happy to see her!

The recipe that I started to write and that I left half completed is:” trofie with creamy leeks,   gorgonzola, smoked bacon and Pecorino Romano DOP Brunelli . A fast recipe prepared one of the last Sundays  that it’s always a hit.

Ingredients for 4 people

3 leeks

20 g of butter

extra virgin olive oil

100 g smoked bacon

120 g of sweet gorgonzola

50 g of Pecorino Romano DOP Brunelli

half a cup of fresh milk

320 g of Trofie

procedure:

removed  the green part of leeks, wash and cut into very thin pieces .

In a skillet sauté the finely chopped shallots in butter and in olive oil, then add the leek and cook slowly adding a little water.

When the leeks will be well cooked, add the gorgonzola cheese into small pieces, mix well and if needed use a little milk to make it more’ creamy.

Cook the trofie in boiling salted water .

During the cooking of Trofie, in another pan, fry the bacon with a little oil, when it will be crispy put it out to dry on a paper towel .

Drain the pasta and sauté in the pan with the sauce , add the grated Pecorino cheese and serve by adding bacon on top.

Corona di costolette di vitello in crosta di pistacchi. Il Natale a 6000 km da casa.

Prima di partire per venire a trascorrere il Natale con la mia famiglia “Ammmmericana” ho organizzato un corso sui menu’ della Vigilia e del pranzo di Natale. Avevo incluso dei piatti tradizionali e anche delle novita’ che rispecchiassero pero’ le usanze italiane e romane.

Un classico quindi e’ che si mangi il pesce la sera della Viglilia e si passi ai tortellini in brodo il 25 a pranzo.

Tutti mi chiedevano cosa si mangiasse in America negli stessi giorni e io rispondevo che per quanto ne sapevo io, si mangiava il tacchino un po’ come si usa fare anche per il giorno del ringraziamento. In alternativo sapevo che c’erano famiglie che per tradizione preparavano il prosciutto glassato al forno, ma anche io ero curiosa di verificare in prima persona cosa sarebbe comparso sulla tavola di Natale. Gia’ il fatto che a Los Angeles, all’ora di mettersi a tavola per Natale avrebbero fatto circa 24 gradi mi faceva pensare che   fosse necessario discostarsi da certe tradizioni :-)

Quello che ho capito e’ innanzitutto che solitamente  si salta il pranzo di Natale per sedersi verso le 6 ( c’e’ chi osa farlo anche prima) e fare un “early dinner”  in cui il piatto principale sara’ sicuramente la carne. E che carne. Si, perche’ qui si ha anche la possibilita’ di avere accesso a una carne veramente speciale. Una carne cosi’ tenera e saporita che ” come te nessuno mai”.

Sulla nostra tavola di Natale, quindi c’e’ stato ( per poco, visto che e’ stato spazzolato in men che non si dica) questa fantastica corona di costolette di vitello in crosta di pistacchi.

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Insieme a mio cognato, che si e’ occupato della materia prima, abbiamo trovato questo modo di cuocerla e insaporirla, che ha reso il tutto molto piu’ gustoso e tenero.

L’impanatura a base di pistacchi ha impedito al calore del forno di seccare la carne contribuendo a mantenerla tenera e succosa.

Oltretutto la presentazione ” a corona” che ho scopiazzato dall’ultimo numero di Living ( la rivista di Martha Stewart ) che mi e’ capitato per caso tra le mani, ha reso il tutto ancora piu’ scenografico e accattivante.

Per preparare un piatto cosi’ non c’e’ una vera e propria ricetta da seguire e soprattutto e’ possibile applicare questo metodo anche ad altri tipi di carne. Qualche giorno fa infatti abbiamo utilizzato la stessa impanatura su un pezzo meraviglioso di filetto di manzo ottenendo un risultato ottimo comunque.

Ecco quello che abbiamo fatto:

per l’impanatura abbiamo usato pan grattato, pistacchi tritati, aglio, sale, pepe, rosmarino.

poi abbiamo messo un po’ di sale sulla base di una pentola di ferro e ci abbiamo appoggiato sopra la corona di vitello. A questo punto abbiamo cosparso tutta la superfice con l’impanatura e abbiamo coperto le ossa con della carta stagnola.

In realta’ qui, insieme alla carne ci hanno anche fornito i famosi cappellini da chef in carta per vestire a festa le varie braciole, ma faceva un po’ troppo casalinga disperata e quindi abbiamo evitato di usarli.

La pentola, che a questo punto aveva raggiunto un peso non indifferente e’ stata messa nel mega forno ammericano, caldo caldo a circa 200 gradi e nella carne abbiamo inserito il termometrone per verificare che la cottura non superasse i 70/75  gradi a cuore.

Quando la temperatura a cuore della carne si aggirava sui 55/60 gradi abbiamo aggiunto nel pentolone anche dei portobello mushroom a pezzette e dello scalogno.

Questo poi’ e’ servito insieme al sughetto della carne e all’impanatura per realizzare la salsa.

A parte, sempre al forno abbiamo preparato mini carote e squash, lasciate arrostire in pace e condite semplicemente con olio, sale pepe e rosmarino.

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Le verdure, insieme ai funghi della salsa sono andate ad accompagnare la carne per questo piatto che ha abbondantemente soddisfatto le aspettative del giorno di Natale.

Buon anno a tutti in qualsiasi fuso orario vi troviate! festeggiate con un piatto di calda vellutata di zucca e porri con seppioline ripiene.

Quando viaggio non mi preoccupo piu’ di tanto del fuso orario. Solitamente si arriva, si cambia l’ora all’orologio e ci si adegua il prima possibile con i ritmi del posto; cosi’ da non perdere neanche un secondo di vacanza, imponendosi di non venire minimamente “sballati” da ritmi sonno/veglia, stanchezza etc etc.

Questa metodo funziona quasi sempre, e’ messo a dura prova dai ritmi di una bimba di 4 anni che non si adeguano proprio nello stesso modo automatico, ma generalmente funziona.

La questioe fuso orario risulta invece complicata in un giorno come oggi, in cui presente, passato e futuro si accavallano in modo confuso, in cui il concetto di tempo si rende veramente “ridicolo” e “finto”.

Ieri sera sono andata a letto ( qui a Los Angeles, dove mi trovo per un pochino di tempo) e i miei amici dall’altra parte del mondo, in Nuova Zelanda e Australia gia’ stavano per brindare al nuovo anno.

Mi sono svegliata sta mattina, 31 Dicembre 2013 e i miei genitori, la mia famiglia e gli amici a Roma si accingevano ad apparecchiare la tavola e a sfornare manicaretti per dare il benvenuto al nuovo anno. Tutto questo mentre io facevo colazione. Adesso, mentre sto scrivendo, a Roma gia’ si staranno accendendo “fischiabotti” e quantaltro possa rumorosamente accogliere questo 2014, mentre noi iniziamo ad apparecchiare e mentre il soffritto per le lenticchie sfrigola nel meraviglioso pentolone Fissler che sto utilizzando.

Tra auguri fatti, auguri da fare e auguri dimenticati so gia’ che faro’ un bel macello, ma trovandomi io nel passato ( ben 9 ore indietro rispetto all’Italia) spero di avere un po’ di tempo per recuperare.

Un bel macello insomma, un bel mix di orari impazziti per confermare quanto il concetto di tempo sia del tutto relativo!

Spero solo che la crema inglese a 20 tuorli che sto per mettermi a fare non impazzisca allo stesso modo!

Tutto questo discorso per dire che avrei voluto postare questa ricetta in tempo perche’ potesse diventare un’opzione per il cenone di fine anno, ma visto che manca solo mezz’ora in Italia al grande brindisi, credo che potreste provare a proporla l’anno prossimo! Sara’ ottima lo stesso, e’ un piatto che scalda il cuore e che rilassa la mente e a me fara’ comunque molto piacere sapere che qualcuno ha provato a rifarla, tanto si tratta di una di quelle ricette “a modo mio” che lasciano ampio spazio alla vostra creativita’ e interpretazione!

Detto cio’ ecco di che si tratta, intanto auguri presenti passati e futuri per un 2014 speciale a tutti! Esprimete il desiderio piu’ meravoglisamente fantastico che vi viene in mente e speriamo che si avveri. Io ( visto che ho appena visto mia cognata che metteva il bollo del 2014 sulla macchina) in questo momento desidero fortemente svegliarmi domani e scoprire che Equitalia e’ stata polverizzata e non esiste piu’!

Auguri!

Vellutata di zucca, porri e patate con seppioline ripiene

crema zucca

Iniziate la preparazione di questa zuppa di pesce e verdure  mettendo a soffriggere in olio e con un pezzetto di burro una carota tagliata a pezzettini con dello scalogno e uno spicchio d’aglio intero.

Togliete lo spicchio d’aglio non appena avra’ insaporito l’olio e aggiungete del rosmarino fresco tritato.

Aggiungete il porro tagliato sottile e fare appassire a fuoco basso.

Aggiugete la zucca e le petate a pezzetti, salate, pepate poi aggiungete l’acqua e fate cuocere. A cottura ultimata frullate tutto con un frullatore a immersione, poi aggiungete un po’ di latte e un po’ di panna fresca e verificate la cremosita’. Decidete voi se vi piace che abbia una consistenza piu’ densa o piu’ liquida.

Mettete la zuppa da parte e preparate le seppioline.

Pulitele e svuotatele. Preparate il ripieno cuocendo in una padella dove avrete fatto rosolare uno scalogno con un po’ di salvia, i tentacoli delle seppie con prezzemolo e un po’ di pinoli tostati.

bagnate con del vino bianco e utlimate la cottura.

Una volta cotti i tentacoli mettete tutto in un mixer e aggiungete del parmigiano grattugiato, della robiola e del pan grattato.

Frullate e usate il composto per farcire le seppioline.

cuocete le seppioline in forno in una teglia unta e coperta con carta stagnola. Cuocetele a 180 gradi per circa 20 minuti.

Una volta pronte, impiattate la vellutata e aggiungete della creme fraiche o dello yogurt greco mescolato con panna fresca, poi appoggiate sopra alla vellutata la seppiolina ripiena. Un filo di olio a crudo e il vostro piatto sara’ pronto.

Let’s start with a SIDE.

Sono quasi due anni che mi occupo di cucina a domicilio, di organizzare feste e cene su misura per occasioni di ogni tipo, compleanni, anniversari e cerimonie; ora essendo vicinissimi alla fine dell’anno e’ inevitabile fare dei bilanci, chiudere i conti, memorizzzare impressioni e stilare liste infinite di propositi e di “To do list” per l’anno nuovo.

Volendo fare una considerazione sul gradimento dei vari piatti che ho preparato e che mi hanno spesso chiesto e richiesto, devo dedicare una sezione speciale di questo blog a quelli che da noi vengono chiamati ” i contorni” e in particolare alla Ratatouille, un contorno di verdure che e’ sempre richiestissimo e che con la Sicilianissima caponata si divide il podio.

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Credo che il segreto del successo di questo contorno sia la varieta’ delle verdure accostate tra di loro, il sapore fresco ma speciale. Al di la’ della versione piu’ tradizionale della Ratatouille che potete provare a fare a casa, vi voglio propoprre una versione piu’ fresca e piu’ leggera, ma allo stesso modo sfiziosa e saporita.

Ingredienti:

300 gr di pomodorini

1 peperone giallo

1 peperone rosso

2 melanzane  

2 zucchine

2 carote

1 spicchio d’aglio

1 scalogno

basilico

Olio EVO, sale e pepe

nella preparazione della ricetta eviteremo di friggere le verdure singolarmente, ma salteremo le verdure in padella iniziando con quelle che necessitano di una cottura piu’ lunga.

Iniziamo prendendo una padella e aggiungiamo olio, aglio intero, scalogno e un paio di foglie di basilico spetzzettate per insaporire l’olio. Facciamo soffriggere tutto e poi aggiungiamo le patate tagliate a cubetti e le carote. I cubetti dovranno essere circa di un cm in modo tale che la loro cottura sia veloce.

Quando le patate inizieranno ad intenerirsi aggiungeremo le zucchine, poi dopo 3/4 minuti le melanzane e i peperoni e infine i pomodorini tagliati a meta’.

La ratatuille sara’ pronta quando le verdure saranno cotte, ma ancora croccanti. Per finire aggiugete sale e pepe e finite il piatto con dell’olio a crudo e abbondante basilico fresco.

L’estate secondo me

Quando a distanza di tre mesi hai ancora impresso nella mente il fantastico  di sapori, contrasti, consistenze e profumi di un piatto, significa che hai avuto l’onore di assaggiare qualcosa di speciale.Quello che voglio condividere oggi infatti e’ il meraviglioso ricordo di questo piatto che gia’ nel nome racchiude una importante promessa.

Fabrizia Meroi mette tanta personalita’ nei piatti del suo menu’ per il piccolo ristorante Laite di Sappada paesino incoronato dalle bellissime montagne delle Dolomiti del Cadore in provincia di Belluno dove io ho trascorso parte di tutte le estati della mia vita. Un menu’  ricco di proposte perfette che lascia uno spazio speciale a questo antipasto chiamato “Estate”.

Un capolavoro per gli occhi e per il palato.

Basterebbe rimanere a fissarlo per essere appagati e soddisfatti della scelta fatta, ma e’ quando lo si inizia ad assaporare che si capisce veramente la potenza della combinazione della tartare di salmerino con  il gelato al latte di capra. La spugna di muschio gli immancabili porcini, la granella di mandorle, le radici fritte, salsa alle ortiche e al lampone, essenza di timo e panna acida.

estate sappada

Un connubio delicato ma allo stesso tempo stravolgente di sapore, croccantezza e freschezza.

Dopotutto non devo arrivare di certo io adesso a spiegarvi il valore di questo ristorante, ci hanno gia’ pensato gli esperti della guida Michelin che lo hanno onorato di una stella  e i critici del gambero Rosso che hanno pensato di assegnargli ben tre forchette.

Al di la di tutto quello che si e’ detto e scritto, quello che portero’ sempre in mente io e’ il ricordo di questa esplosione di sapore, quella che fa tortnare bambino Mr Ego nel film Ratatouille, quella che mi ha fatto rivivere in un istante tutte le estati trascorse proprio a Sappada. I sapori di montagna e dei pomeriggi in bosco a cercare funghi con mio papa’ che si inerpica nei punti piu’ irraggiungibili e di fiume con le trote pescate al laghetto della pesca sportiva. Il dolce e l’amaro, la morbidezza dell’abbraccio dei giochi, delle cure e delle attenzioni della mia Nenne e la croccantezza dell’aria di Agosto che nelle prime ore del mattino si puo’ facilmente aggirare attorno ai 10 gradi anche in pieno Agosto.

In casi come questo vorrei essere uno scrittore di quelli che sanno bene come usare le parole per rievocare ricordi e sensazioni, ma anche se sono riuscita solo in parte atrasmettervi questa esperienza, concedetemi di usare questo post per fissare ancora meglio nella mia memoria il mio momento da Mr Ego.

Torta Pan di Stelle di nome ma non di fatto, in una giornata dedicata alla dolcezza.

Quali sono i vostri biscotti preferiti?

Si, parlo dei biscotti quelli da colazione, quelli che si inzuppano/pucciano la mattina nel latte o nel te! Secondo delle mie personalissime ricerche Pan di Stelle e Gocciole sono quasi sempre nella top five degli indici di gradimento.

Anche a pe piacciono, tanto che evito di comprarli per non finire a mangiarli la sera dopo cena sul divano davanti alla tv.

Alla prima occasione che ho avuto per sperimentare una nuova torta di compleanno, ho sfogato quindi l’astinenza da Pan di Stelle e ho provato a comporre un dolce che me ne ricordasse il sapore e l’aspetto.

Si, perche’ occuparsi di cucina a domicilio e’ fichissimo, ma quando sono a casa nella mia cucina a sperimentare per me o per qualcuno che conosco mi diverto davvero!

torta pan di stelle 4 copy

per questa torta ho realizzato una base al cioccolato, una crema alla panna e goccie di cioccolato, delle meringhe che ho spezzettato nella crema e ho usato per decorare e una decorazione a base di isomalto ( sempre per continuare a divertirmi un po’).

In rete ci sono vari spunti di ricette dedicate ai Pan di Stelle, come la torta Pan di Stelle; questa li utilizza solo come ispirazione, ma sono sicura che piacerebbe tanto a tutti gli amanti di questi biscotti!

torta pan di stelle 2 copy

Ecco la ricetta:

Ingredienti

per la base

330 gr di farina 00

60 gr di cacao amaro

440 gr di zucchero semolato

4 uova

340 gr di latte

250 gr di burro fuso

1 bustina di lievito

per la crema

500 gr di latte

130 gr di zucchero

40 gr di farina

1 tuorlo e 1 uovo intero

250 gr di panna

per le meringhe

75 gr di albume

75 gr di zucchero semolato

75 gr di zucchero a velo

-panna per guarnire la torta circa 125 gr

-70 gr di goccie di cioccolato

Procedimento

Preparate le meringhe iniziando a sbattere gli albumi sa soli, poi aggiungete lo zucchero semolato un po’ alla volta. Con le uova dovete iniziare con la velocita’ bassa e poi aumentarla un poco alla volta.

Una volta che sara’ montato il composto aggiungete lo zucchero a velo piano piano, mescolando dal basso verso l’alto per non smontare il tutto.

create delle meringhe con la sac a poche e infornate per  45 min a 130 gradi e poi per 15 min a 150 gradi.

Ora iniziate a preparare la torta: lavorate le uova con lo zucchero, poi aggiungete il burro fuso , la farina ( che avrete mescolato e setacciato con il cacao e il lievito)  e il latte e mescolate molto bene.

Infornate a 180 gradi per 30/40 minuti in una tortiera dai bordi alti di 30 cm di diametro.

Per la crema mescolate a mano le uova con parte dello zucchero. Nel frattempo mettete a bollire il latte con il restante zucchero.

Mescolate alle uova anche la farina.

Una volta che il latte sara’ arrivato a bollore versatene una parte sulle uova. Mescolate bene e poi rimettete tutto sul fuoco per circa 5 min.

Tenete il fuoco medio basso e fate attenzione che la crema non si attacchi alla pentola.

Una volta che la torta sara’ raffreddata, tagliatela in 3 strati e farcitela con la crema alla quale avrete incorporato la panna lucida.

Su ogni starto di crema sparpagliate delle gocce di cioccolato fondente e delle meringhette a pezzetti.

Ricoprite tutta la torta con un sottile strato di panna, spolveratela con del cacao amaro, adagiatevi sopra le meringhette e poi decoratela con l’isomalto a vostro piacere.

Tutta la bonta’ e la dolcezza di questa torta oggi li DEVO assolutamente dedicare al “piccolino” che alle 3 e 10 di questa notte e’ nato rendendo genitori stafelici e straorgogliosi i miei amici e che da qualche ora ci fa traboccare il cuore di emozione. Benvenuto piccolo, tante torte e dolcetti anche per te appena ti potrai sedere con noi al tavolo dei mangioni!

Scones di julia Child con una crema morbida alla ricotta e fiori d’arancio

Mancano pochi giorni a Natale. Si proprio pochi, esattamente &8 giorni e 14 ore.

Questo mi fa riflettere sul fatto che il prossimo week end potrebbe essere quello giusto per iniziare ad addobbare casa. Qui da noi il Natale infatti,  inizia presto e finisce tardi. Ieri io e la piccola in macchina gia’ ci stavamo ascoltando una fantastica compilation di brani Natalizi, perche’ a noi piace cosi’, siamo delle vere psicopatiche delle festivita’!

La mia fantastica renna luminosa ( che quando l’accendo anche l’ACEA subisce un calo energetico) e’ rimasta tutto l’anno accomodata in salotto e con lei anche il mio bellissimo adesivo “let it snow” sulla finestra!

Proprio perche’ manca cosi’ poco, trovo scandaloso che io debba ancora postare una delle ricette che invece avevo preparato per la scorsa Pasqua. Diciamo che c’ho una gran confusione di cose arretrate da fare e oggi penso che mettero’ ordine scrivendo finalmente questa ricettina pronta ormai da qualche mese.

Con l’idea di voler fare un dolce che si ispirasse alla Pastiera Napoletana, ho realizzato degli scones aromatizzati ai fiori d’arancio con una crema morbida a base di ricotta.

scone copy

Gli scones infatti sono friabili e saporiti e mi ricordavano un po’ la sensazione della frolla morbida e fragrante che si sbriciola in bocca.

Ecco la ricetta di Julia Child che trovo deliziosa.

Per gli scones:

3 tazze di farina

1/3 di tazza di zucchero

2 cucchiaini e 1/2 di lievito

1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio

3/4 di cucchiaino di sale

130 gr di burro tagliato a cubetti

1 tazza di latticello ( in assenza usate 1 tazza di panna fresca)

1 cucchiaio di scorza grattugiata di un’arancia

un po’ di burro sciolto per spennellare la superficie degli scones

1/4 di tazza di zucchero per spolverare gli scones prima di infornarli

Per la crema alla ricotta:

400 g di ricotta
100 gr di panna
130 g zucchero
50 gr uvetta
aroma di fiori d’arancio

30 gr di marsala

procedimento:

scaldate il forno a  200 gradi

in una ciotola mescolate la farina con il lievito, il bicarbonato e lo zucchero. Aggiungete il burro a pezzettini e amalgamate con una forchetta. Aggiungete anche la panna o il latticello e la scorza dell’arancia.

amalgamate tutto con le mani o anche con l’impastatrice. L’impasto sara’ molto grezzo.

Stendete l’impasto su una superficie un po’ infarinata facendo in modo che l’altezza dell’impasto steso sia di 3 cm.

Usate un coppa pasta per creare dei cerchietti di circa 6 cm o realizzate dei triangoli con il coltello. Poi spennellateli con il burro sciolto e spolverizzateli con un po’ di zucchero.

Infornate per 10/12 minuti.

Ora preparate la crema:

montate la panna e tenetela da parte.

mettete l’uvetta a bagno nel marsala in una ciotolina.

Ammorbidite la ricotta lavorandola con una spatola, aggiungete lo zucchero.

Incorporate qualche goccia di aroma di fiori d’arancio, poi aggiungete l’uvetta strizzata. Alla fine, con delicatezza, incorporate anche la panna montata.

Una volta raffreddati, prima di servirli, tagliateli a meta’ e farciteli con la crema alla ricotta e fiori d’arancio.

Semifreddo baylies e mocha

Quest’estate ho “prodotto” tantissimi semifreddi. Li ho proposti spessissimo nei menu’ che ho fatto per le varie feste e cene e ne ho fatti parecchi anche per noi. Perche’ a me il semifreddo piace tantissimo e me lo magerei tutti i giorni. Li ho fatti alla frutta, alla nocciola, al cioccolato, ricotta e rum e in mille altre varianti.

Quello che vi propongo oggi mi e’ venuto in mento dopo aver dato un’occhiata alla pagina dedicata ai dolci al cucchiaio del portale Gustissimo.

Dopo aver letto varie ricette ed essermi fatta venire varie voglie ho deciso di fare questo

semifreddo al bayiles e mocha

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igredienti:

per la meringa italiana

147 gr di albume e 60 gr di zucchero

per lo sciroppo di zucchero

235 gr di zucchero

60 di acqua

Portate lo sciroppo di zucchero alla temperatura di 110 gradi e a questo punto azionate la planetaria per far sbattere le uova e il restante zucchero.

Quando lo sciroppo sara’ arrivato a 121 gradi, versate a filo lo sciroppo sugli albumi nella planetaria senza smettere di montarli.

Fate montare le uova e lo sciroppo a lungo, fino a quando il composto non si sara’ raffreddato.

Questo produrra’ un totale di  450 gr di meringa italiana che sara’ la base del vostro semifreddo buonissimo :-)

Prendetene 150 grammi e mescolateci 50 gr di  pasta di cacao e caffe’ ( io uso quella della Biffi che trovo molto buona), poi aggiungetevi infine 250 gr di panna lucida.

Adesso prendete altri 250 gr di meringa, aggiungetevi 500 gr di panna lucida e 60 gr di baylies.

Se volete fare il semifreddo nei bicchierini aiutatevi con un sac a poche e riempite mezzo bicchierino con il composto cioccomocha. Mettete in freezer e quando il composto si sara’ solidificato, riempite l’altra meta’ con il composto al baylies.

Togliete i bicchierini dal freezer 10/15 minuti prima di consumarli e teneteli nel frigorifero in modo che il semifreddo diventi della giusta consistenza.

Salutare l’estate con 4 nuovi gusti di gelato. Ancora Musso, ancora da Peroni.

Al rientro dalle vacanze ci siamo ritrovati ancora una volta da Peroni a Piazza dell’ Unita’ per l’appuntamento con il gelato firmato Musso.

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Annunciato a suon di tamburi tramite la pagina facebook di peroni e anche tramite la mia, l’evento e’ stato come sempre un successo.

Altre 4 ricette gustosissime e tante persone interessate a vedere la Musso Mini in azione si sono avvicendate in un caldo pomeriggio romano di Settembre.

Come sempre quindi ci tengo a pubblicare qui sul blog le ricette che ho sperimentato in diretta durante il pomeriggio. Vorrei tanto che la  Musso Mini fosse ancora qui con me per fare ancora tanto gelato insieme, ma per il momento ci hanno separato :-(

io e lei siamo fatte per stare insieme e non credo proprio che la nostra storia finira’ qui… se mi entra un lavoro grosso che spero si concretizzi al piu’ presto la compro! E’ deciso!

In questo periodo sto subendo il fascino dello yogurt bianco, sia nei suoi utilizzi in ricette salate che ovviamente in ricette dolci. Sono uscita dal “periodo baccala'”, o almeno quasi uscita e adesso sono totalmente nel trip dello yogurt. Non poteva quindi mancare:

la ricetta del gelato allo yogurt bianco con mirtilli freschi. Una vera prelibatezza!

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ingredienti:

yogurt intero ( io uso quello di Vipiteno o il Mila che trovo essere i migliori) 200 gr

latte 50 gr

panna 150 gr

zucchero 110 gr

Mescolare tutti gli ingredienti a freddo con il frullatore ad immersione e mettere nella gelatiera

alla fine della mantecatura aggiungere i mirtilli freschi a piacere

Visto il periodo e la scelta che ho sempre fatto di proporre dei gusti con frutta di stagione, non poteva mancare questa volta il sorbetto ai fichi

fichi (puliti e senza buccia) 250 gr

acqua 200 gr

zucchero 180 gr

Mescolare tutti gli ingredienti a freddo con il frullatore ad immersione e mettere nella gelatiera

sorbetto al cocomero ( per chiudere in bellezza la panoramica sui frutti estivi)

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cocomero 600 gr

zucchero 130 gr

acqua 270 gr

limoni 1

pulire il cocomero, eliminare i semi, frullarlo e passarlo al setaccio, speremere il succo del limone e aggiungerlo al cocomero. Aggiungere lo zucchero e l’acqua. Mescolare tutti gli ingredienti a freddo con il frullatore ad immersione e mettere nella gelatiera

gelato al limoncello

questo l’ho preparato alla fine, per chiudere in bellezza il pomeriggio!

panna 250 gr

latte 100 gr

zucchero 125 gr

limone 75 gr

scorza di un limone

Mescolare tutti gli ingredienti a freddo con il frullatore ad immersione e mettere nella gelatiera

Come al solito, tanta e’ stata la foga dell’assaggio che non sono riuscita neanche a scattare una foto. Le belle immagini che vedete nell’articolo non sono mie, ma rendono ugualmente bene l’idea, quindi grazie al web per il suo contributo!