La bella della diretta – conghiglioni al ragu’ di lenticchie

Sottotitolo : cronaca di una diretta annunciata.

Cucinare e’ una cosa.

Scrivere di cucina e di ricette, un’altra.

Raccontare le ricette in diretta tv…beh, ancora tutta un’altra cosa.

E ora vi racconto tutta la verita’ nient’altro che la verita’ di cio’ che e’ accaduto in un non ordinario Martedi’ di Febbraio.

Capita che ti telefonino chiedendoti di preparare qualcosa di buono e sfizioso da presentare in diretta su Rai Uno in una puntata di “A conti Fatti” in cui si trattera’ di pomodori italiani, conserve e sughi.

Beh, capita che ti prenda un tantino di ansia considerando che tu dietro le quinte  ci sei stata sempre molto a tuo agio ma davanti alla telecamera, beh li proprio no…

Pero’ a certe cose non si puo’ proprio dire di no, dopotutto cosa c’e’ di meglio di poter parlare di quello che fai con tanta passione e spiegare qualche piatto nuovo, vederlo ben presentato e ben illuminato, magari confrontarsi  qualcuno che ne sa di piu’  e ricevere anche qualche consiglio interessante?

Quindi e’ deciso, si va!

Poi capita che proprio quella mattina ti svegli cosi’:

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Fortuna che ci sono gli amici che mentre ti trovi nel backstage di un affollatissimo e freneticissimo studio tv vogliono che tu sappia che ti sono vicini e che condividono la tua ansia e allora ti inviano sul telefono,  foto tipo questa:

Cosi’ tanto per sdrammatizzarenun po’.

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E allora tu pensi che te la sei proprio cercata e che tutto e’iniziato con quel “risotto rock” di quttro anni e mezzo fa, e che tanto hai fatto e quindi ” adesso che sei in ballo devi per forza ballare!”

E allora tre, due, uno e si parte. Prendo posizione nello studio seguendo gesti di un gentilisimo signore che non ho ancora capito chi fosse, ma che mi indica con fare di chi deve parcheggiare un aereo dove mi devo posizionare e poi dopo esattamente un micronanosecondo sono in onda.

Credo.

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Uno scambio veloce di battute e via.

Tutto finito.

Adesso si parla di mutui e io invece iniziavo appena a prenderci gusto! Volevo raccontare tutti i piatti… Spiegare le preparazioni…Spiegare il perche’ di certe scelte, gli ingredienti, far arrivare a casa il profumino delizioso dei piatti che avevo sul mio tavolo.

E invece nulla, i tempi della diretta sono veloccisimi e gli argomenti da trattare tantissimi.

Ho solo il tempo di fare un’ altra veloce ripresa per la pagina Facebook del programma,  ri-impacchetto tuo e via.

Adesso pero’ sono sulla mio blog e allora ora si’ che mi posso dilungare quanto voglio!
Vi voglio raccontare di tutto quello che ho realizzato apposta per la puntata.

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Cominciando a parlare dei conghiglionincon il ragu’ di lenticchie.

L’abc dell’inverno di un vegano include legumi e cereali, e anche se molti pensano che per poter utilizzare legumi secchi sia necessario ricordarsi di metterli a bagno gia’ la sera prima, voglio mostrarvi questa ricetta fatta velocemente utilizzando le lenticchie decorticate che non necessitano di un periodo di ammollo.
Come dicevo, per una alimentazione equilibrata povera di proteine animali, le lenticchie non possono mancare e abbinate ad una buona passata  sono perfette per fare il pieno di energie e soddisfare il palato.

La passata ovviamente va fatta a regola d’arte, con pomodori ben manuti, ben lavati e asciugati con cura.

Bisogna usare barattoli bene sterilizzati e aggiungere due/tre belle foglie di basilico in ogni barattolo. Solo cosi’ quando riaprirete i barattoli durante l’inverno verrete ricatapultati come per magia nelle calde giornate di Agosto.
Poi quando preprarate la salsa di pomodoro, se vi sembra che tenda ad essere un po’ acida, potete aggiungere una puntina di bicarbonato di sodio, proprio un pizzico. Niente zucchero eh, che cambia il sapore e quindi non va bene!

Comunque per questa puntata di “A conti fatti” andata in onda il 2 Febbraio avevo preparato dei piattini veramente interessanti. Ovviamente i tempi della diretta non permettono di approfondire bene e io avrei potuto parlare per ore di tutto quello che avevo preparato ma a quel punto il programma di sarebbe diventato tutt’altro.

Dopo questa ricetta prometto che scrivero’ per bene anche quella della lasagnetta con la Burrata, e poi anche le altre a base di polpettine e pomodorini al forno e a base di filetto di maiale e zucca agrodolce.

Per adesso inziamo dal PRIMO!

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Ragu’ di Lenticchie

carota 1

cipolla 1

sedano 1 costa

sale/pepe/rosmarino

vino bianco ½ bicchiere

passata di pomodoro 1 lt

lenticchie 250 gr

Mettere a bagno le lenticchie.

Preparare un soffritto e far rosolare bene cipolla, carota e sedano, basilico e del rosmarino tritato. Aggiungere le lenticchie e farle rosolare bene. Aggiungere sale e pepe. Sfumare con il vino bianco, poi aggiungere la passata di pomodoro. Far cuocere a fuoco basso, con il coperchio fino a cottura ultimata. Se necessario aggiunger un po’ di acqua. Il risultato deve essere un sughetto denso corposo e saporito.

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Lo street food, dietro le quinte di oggi

Oggi alle 11:10, nella puntata della trasmissione in onda quotidianamente su RAI 1 “a conti fatti”, ho potuto mostrare alcune ricette create in onore del pomodoro, ingrediente Principe della cucina Italiana, ricco di sapori sfaccettature e sfruttabile per mille milioni di ricette meravigliose.

Ovviamente visti i “tempi’ della diretta, quello che si e’ detto in trasmissione non e’ stato tantissimo e allora questo breve video, girato in un backstage un po’ street food style, vi faccio vedere una delle ricette che avevo pensato per la puntata e che non ha trovato il suo spazio durante la diretta!

giusto due ‘polpettine di carni bianche con prezzemolo, su una base di salsa di pomodoro, olive, capperi, pomodori secchi e mandorle tostate.

Ecco, tutto per voi!

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L’amore (per la cucina) non va in vacanza, ma la tecnologia si. Tortelli alle erbette con salsa alle noci fatti #amanoperdavvero

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Lontano dal caldo e dall’afa degli ultimi giorni, qui in montagna, mi e’ venuta voglia di provare a fare questo piatto. Grazie ai potenti mezzi a disposizione in quella che era la casa della mia cara nonnina, mi sono messa all’opera gia’ ieri sera contanto sull’aiuto della fedelissima ed efficentissima assistente a mia disposizine. La piccola Stella infatti e’ sempre in prima linea quando si tratta di “sporcarsi le mani”.

Affrontare la preparazione dei ravioli quando non si ha accesso ne una macchinetta per la pasta, ne un tagliapasta ne un coppapasta, niente sac a poche ne tagliere e’ un po’ scomodo ma noi ci abbiamo provato lo stesso riuscendo a portare in tavola il nostro pranzo per l’una in punto del giorno di Ferragosto.

Si, perche’ questa ricetta e’ postata con un “ritardo” di quasi 10 gg a causa di insufficenti mezzi tecnici ( vedi assenza di connessione internet) a disposizione. Dopotutto  quando si sta’ lassu’ si hanno i Canederli, lo Speck e i porcini quindi non si puo’ avere tutto! 🙂

E comunque anche se in ritardo e’ postata cosi’ come l’abbiamo fatta senza ritocchi fotografici di nessun tipo, in linea con la semplicita’ degli strumenti a nostra disposizione!

Come prima cosa abbiamo preparato la pasta con 400 gr di farina 0, 2 uova e 2 tuorli, acqua e sale. La pasta l’abbiamo lavorata bene fino a quando non abbiamo ottenuto una palla liscia ed elastica. Poi l’abbiamo fatta riposare in frigorifero tutta la notte.

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La mattina dopo abbiamo lessato 400 gr di erbette ( bietina e spinacini dall’orto del paesello) e li abbiamo amalgamati con 500 gr di ricotta fresca, un tuorlo d’uovo, sale, pepe, noce moscata e 20 gr di burro fuso.
foto 1-14foto 3-14 Poi abbiamo steso la pasta il piu’ sottile possibile con il mattarello e abbiamo creato dei ravioli, chiudendoli abbiamo fatto attenzione a  far uscire bene  l’aria e abbiamo siggillato i bordi dopo averli inumiditi con un po’ d’acqua.

In mancanza di pennelli o altro, basta inumidire un po’un foglio di carta Scottex e passarlo leggermente sui bordi.

A questo punto abbiamo preparato la salsa alle noci per la quale abbiamo frullato con il mixer ad immersione ( l’unico potente mezzo elettrico a nostra disposizione) 70 gr di pinoli, 150 gr di noci, Parmigiano Reggiano, maggiorana, olio extravergine di oliva

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Se avete a disposizione un mortaio o un frullatore otterrete senza dubbio una salsa piu’ cremosa e ben amalgamata della nostra.

La cottura va fatta ovviamente in abbondante acqua salata, la durata dipende dallo spessore della pasta quindi dovrete regolarvi ad occhio o assaggiando.

Ecco il piatto finito, decisamente saporito e nutriente ottimo dopo una bella passeggiata di un paio di ore nel bosco che noi ovviamente non avevamo fatto, ma poco importa. Il pranzo ce lo siamo meritato lo stesso.

E voi che vi siete mangiati a Ferragosto?

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Live from khao lak: pollo con curry verde e latte di cocco – gaeng kheaw wahn gai

Ci sono delle cose troppo belle e troppo buone che DEVONO essere condivise subito! Questa e’ la ricetta del pollo al curry verde in latte di cocco che ho imparato a fare 10 minuti fa nel posto piu’ meraviglioso sulla terra dopo Disneyland ( che in realta’ rimane il posto piu’ “felice” sulla faccia della terra). L’executive chef Mr Pansuwan mi ha spiegato che qui in Thailandia ci sono delle melanzane speciali che sono particolarmente adatte a questo piatto. Sono croccanti e amarognole. Alcune grandi come un mandarino, altre piccole e verdi come delle biglie. Sono l’anello di congiungione perfetto tra tutti gli ingledienti del piatto, tra il dolce delo zucchero di canna, il salato e lo “spicy” del curry paste e la morbidezza del latte di cocco, uno degli ingredienti piu’ ricorrenti di questa cucina.

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il piatto si  prepara cosi:

come ingredienti vi serviranno

1 cucchiaio di pasta di curry verde

1 tazza di latte di cocco

120 gr di petto di pollo a pezzetti

10 grammi di peperoncini rossi che vanno aperti, gli vanno tolti i semi e vanno fatti a pezzi ( in questo modo non risulteranno troppo piccanti

5 gr di kaffir lime leaves

5 gr di basilico thai

50 gr di melanzana ( chiaramente sara’ difficile trovare le stesse che hanno loro qui

1 cucchiaio di zucchero di palma ( e’ simile al miele come sapore ma un po’ meno dolce)

1 cucchiaione di olio di semi di noccioline

1 cucchiaio di salsa di pesce

mezza tazza di brodo di pollo

il piatto si prepara in pochi minuti e vi garantisco che ha un gusto e un profumo in grado di spegnere qualsiasi raffreddore di fine inverno.

In un tegame mettete a scaldare l’olio, aggiungete un cucchiaio e mezzo di pasta di curry e quando l’olio inizia a sfrigolare aggiungete anche le foglie di kaffir lime e il pollo. Fate rolosare il pollo poi aggiungete il brodo, le melanzane a cubetti, il latte di cocco e un altro mestolo di brodo.

Appena le melanzane saranno intenerite aggiungete la salsa di pesce e lo zucchero.

Dopo pochi minuti il piatto sara’ pronto, ottimo da assaggiare accompagnato da del riso thai jasmine al vapore.

Ottimo il piatto, terribile l’applicazione di wordpress per il cellulare! Spero che l’articolo sia comprensibile!

 

 

 

 

 

Ortaiole in Puzzle: Petto di pollo in rolle’ con prosciutto crudo, salsa di spinaci e croccante alle mandorle e olive

Volevo partecipare ad un concorso sul sito Amadori, poi tra le mille cose da fare mi e’ passato di mente. Sono sempre di corsa e ho una lista di cose di cui dovrei occuparmi che e’ lunga come un rotolone regina. Ma anche a voi capita di arrivare sempre per uno sulle cose di cui vorreste occuparvi? Io non ho ancora capito quale possa essere il modo giusto per organizzarmi la vita!

Oggi in gran fretta invece mi sono ricordata di questa cosa e mentre andavo a comprare gli ingredienti ho finalmente visualizzato la ricetta che avrei voluto fare.

Ho pensato di scomporre una Ortaiole, una di quelle cotolette con dentro il pollo e gli spinaci e l’ho fatto cosi’:

Petto di pollo in rolle’ con prosciutto crudo, salsa di spinaci e croccante alle mandorle e olive.

La ricetta e’ stata caricata sul sito ed e’ in fase di approvazione, mancano pochissime ore allo scadere del concorso che non riusciro’ sicuramente ad ottenere nessun voto, ed e’ un peccato visto che in palio c’era una bella visita al ristorante di Cracco a Milano.

Avevo gia’ pensato a tutti i giri che mi sarei potuta fare per Milano seguendo un po’ anche le indicazioni di S’Notes che mi fa sempre venire voglia di farmi un bel giro da quelle parti. Peccato. Comunque quando approveranno la ricetta aggiungero’ il link..tanto cosi’ perche’ visto che siamo in ballo…

Pero’ il piatto e’ molto buono. L’ho preparato e visto che era l’una…l’ho anche mangiato 🙂

*** nel frattempo la ricetta e’ stata caricata sul sito! Ecco il link, se vi andasse di andare a lasciare il vostro voto..

http://amadorabilichef.amadori.it/?pag=galleryricette

E’ un po’ uno sbattimento perche’ bisogna fare il log-in… pero’ magari qualcuno di voi e’ particolarmente volenteroso!!

pollo food sees

Ingredienti

olio d’oliva

sale

uno spicchio di aglio

rosmarino

1 fetta di petto di pollo

due fette di prosciutto crudo

5 mandorle

10 olive verdi

15 gr di burro

30 gr di pane grattugliato

30 gr di spinacini

Prendete la fettina di petto di pollo e stendetela su un tagliere, proteggetela con un foglio di carta da forno e battetela leggermente con un batticarne.
disponete due fette di prosciutto crudo sulla fettina di petto di pollo e poi create un involtino arrotolando la carne su se stessa. Infarinate bene la carne e fatela sigillare bene in una padella in cui avrete scaldato dell’olio d’oliva. Una volta che la carne sara’ ben rosolata da tutti i lati avvolgetela in un po’ di carta da forno, disponetela su una placca e mettetela in forno caldo a 200 gradi per 10 minuti circa. Ora scaldate in una padellina un po’ di olio con uno spicchio di aglio in camicia. Rosolate velocemente gli spinaci salandoli appena e poi frullateli con il frullatore ad immersione aggiungento se serve, un goccio di olio d’oliva. tagliate le mandorle al coltello e mettetele da parte. Tagliate anche le olive dopo averle bene asciugate e mettetele con le mandorle. fate scaldare in un padellino il burro e poi unitevi il pangrattato, le mandorle, le olive e un po’ di rosmarino fresco per creare il croccante. Fate ben abbrustolire il tutto.
Togliete il pollo dal forno e tagliate l’involtino a rondelle. Disponete a specchio nel piatto un po’ di salsa di spinaci, poi adagiatevi sopra il pollo. Disponete accanto il croccante e servite!

Baccala 101. Ed e’ solo l’inizio.

Da quando ho assaggiato il fantastico tiramisu’ di Baccala’ di Riccardo di Giacinto del ristorante all’Oro, mi e’ presa la fissa per il baccala’. Ho riempito frigo e freezer per provare e sperimentare varie ricette e tanto cosi’ per scaldarsi un po’ non poteva mancare all’appello l’ottima ricetta della tradizione romana:

“Il baccala’ alla maniera de Trastevere”

Io direi che gia’ il nome della ricetta e’ tutto un programma…

Questo e’ un po’ il modulo 101. Come nei corsi in cui si parte dalle cose piu’ semplici per poi passare a questioni piu’ complesse.

Ma adesso basta chiacchere e passiamo ai fatti!

Ecco come si presenta appena appena fatto, in tutta’ la sua fragranza, il suo profumo e la sua ricchezza di sapore.

baccala'

Ed ecco come si prepara:

ingredienti

800 gr di filetto di baccala’

farina per infarinare ( circa 150/200 gr)

300 gr di cipolle bianche

1 spicchio di aglio

30 gr di capperi sotto sale precedentemente sciacquati

50 gr di uvetta precedentemente ammorbidita nell’acqua

30 gr di pinoli

il succo di un limone piccolo

sale, pepe e olio extravergine di oliva

prezzemolo finemente tritato

Per iniziare togliete la pelle del baccala’, tagliate il filetto a pezzi di circa 2cm di larghezza, sciacquateli bene sotto l’acqua fresca e asciugateli.

Ora infarinate ben bene tutti i pezzi di pesce e metteteli da parte.

In una padella friggete i pezzi di baccala’ da entrambe le parti e poi metteteli a scolare sulla carta assorbente. Nella stessa padella ora scaldate altro olio d’oliva, aggiungete lo spicchio d’aglio in camicia leggermente sciacciato e la cipolla. Fate appassire la cipolla.

La cipolla non deve bruciarsi, ma deve rosolare lentamente.

Aggiungete i pinoli e fateli rosolate, poi aggiungete l’uvetta e i capperi.

In una teglia da forno disponete tutti i pezzi di baccala’, poi coprite il pesce con il condimento che avete preparato e mettete in forno caldo a 220 gradi per 10 minuti.

Appena sfornato lasciate riposare 3/4 minuti poi spolverate con del prezzemolo fresco appena tagliato e con il succo di limone.

 

Oggi e’ Venerdi’, quindi PESCE! Tartare marinata con agrumi. You will LOVE IT! Promesso!

Che ve ne pare di fare un bel bagno in mare di questi tempi? Quanto allettante sarebbe per voi svegliarsi alle 7 di Sabato mattina, mettere su una bella muta spessa quasi 1 cm e tuffarvi nelle acqua belle “fresche” del nostro meraviglioso Mediterraneo?

Beh, io dico che neanche se mi pagassero mi sottoporrei a tale tortura.

Gia’ mi sembra troppo impegnativo uscire verso le 10 in una giornata di sole per farmi quegli onesti 22/23 minuti di corsa, che il bagno in mare lo salterei a piedi pari!

E invece una persona che con queste condizioni climatiche sfida il gelo marino e il freddo invernale, io la conosco. Quello che posso dirvi e’ che quando la passione c’e’  davvero e’ piu’ forte del freddo,  del sonno, della pigrizia, ed e’ allora che succedono cose che hanno dell’incredibile.

La persona di cui parlo di chiama Perpaolo, Pierpesca per gli amici intimi, e lui e’ “sposato” con il mare. Si, sposato, perche’ lui dal mare non riesce a stare separato mai, perche’ lui dedica al suo mare le sue attenzioni piu’ sincere e infatti per lui il mare si chiama Mare, con la M maiuscola.

E’ come l’ossigeno, quindi guai a dirgli di barattare le 48 ore di mare settimanali che riesce a custodirsi come un tesoro prezioso per un’attivita’ alternativa di qualsiasi tipo. E’ molto probabile che vi dira’ di no. Molto.

Ora vorrei farvi vedere di cosa e’ capace, e perche’ tanto entusiasmo. E’ sicuramente vero che il bottino non e’ sempre cosi’ generoso, ma quando uno ci sa fare guardate un po’ cosa puo’ portare a casa.

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Ne parlo qui sul mio blog perche’ io e Pierpesca, e la sua fantastica mamma cuoca provetta parliamo spesso di cucina ( ma chi l’avrebbe mai detto eh!) e mi piace l’idea di dare spazio a qualche ricettina frescha fresca che arriva direttamente dalla costa Ligure, dalle tradizioni, le uscanze e l’affetto di una paese che e’ un gioiello e che si chiama Tellaro.

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Ecco a voi il suo racconto e la prima ricetta di Pierpaolo.

Non c’è buon pescatore che si rispetti, al quale non piaccia anche cucinare il proprio pescato.

“Sono pescatore per passione, ed è proprio la passione il grande sentimento che da quando sono nato mi unisce alla mia terra, ma soprattutto al Mare. Già da bambino mio padre mi portava con sé a pesca, praticava pesca subacquea, mente io gli tenevo la barca. Se la pesca andava a buon fine era solito immortalarmi insieme alle sue superbe catture di fine anni ’80 (come si vede dalla foto)

Pier Piccolo

; abitudine che tuttavia, ancora adesso, non ho perso.

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Negli anni mi sono specializzato nelle diverse tecniche di pesca, dalla traina alla pesca subacquea, praticandole differentemente a seconda delle condizioni meteo, della stagione e da ciò che il Mare sa offrire in quello specifico periodo dell’anno. Prima di presentare una prelibata ricetta a base di leccia appena pescata, permettetemi un piccolo racconto di pesca.

Finalmente è arrivato il mese di Ottobre, periodo caratterizzato dalla presenza di grosse leccie, pesci serra, lampughe e altri pelagici anche nell’immediato sottocosta. Poiché le mie attrezzature, barca compresa, sono veramente molto light, e non consentono di allontanarmi molto dalla costa, questo periodo risulta di gran lunga il migliore per tentare finalmente qualche cattura di mole utilizzando la tecnica della traina con il vivo. Era una mattina di fine Settembre, una giornata nuvolosa che lasciava già presagire l’arrivo di un periodo perturbato, quando insieme a mio cugino Matteo (lui mai stato a pesca), decidiamo di uscire con la barca verso le 8 per provare a vedere se qualche grossa leccia ha intenzioni serie. Dopo aver pescato le esche vive da utilizzare per la pesca “più seria”, ci dirigiamo al largo di un promontorio vicino Tellaro, caratterizzato dalla presenza costante di banchi di piccoli pesci e conseguentemente, di predatori. Sono sufficienti pochi istanti che la canna si flette vigorosamente ed inizia velocemente ad uscire il filo dal mulinello, ma dopo circa 20 minuti di combattimento, complice anche il traino della barca leggera, il pesce è già sfiancato, e viene issato a bordo per la coda. Questo genere di catture possono sembrare sempre tutte uguali, ma in realtà non è così; ogni giorno cambiano le condizioni meteo, il mare, lo spostamento dei piccoli pesci, il termoclino, la temperatura dell’acqua, ecc., tutti fattori che un pescatore poliedrico deve saper valutare, anche affidandosi al proprio istinto o alla propria esperienza.

La ricetta della tartare marinata con agrumi, è molto semplice e, a mio avviso, può essere eseguita utilizzando sia un bel filetto (come vedete dalla foto) della coda di un pesce azzurro, che di un pelagico (tonno, ricciola, palamita). Dal mio punto di vista questo tipo di pesci regalano particolare soddisfazione in cucina, come materia prima di elezione per ricette di pesce più elaborate, anche se è preferibile utilizzare sempre spezie e profumi mediterranei, nonchè cotture rapide e delicate per non prevaricarne troppo il gusto. Personalmente trovo che la parte superiore del filetto, (che vedete indicata con la punta del coltello utilizzata per sfilettare),

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quello vicino alla pinna dorsale, sia il migliore, per le sue caratteristiche di morbidezza e di sapore. L’ideale, specialmente se non conoscete la provenienza del pesce, sarebbe quella di utilizzare un abbattitore termico, per minimizzare i potenziali rischi microbiologici, ma in realtà pochi ne hanno uno a disposizione, e pertanto ci accontenteremo della freschissima materia prima da lasciare qualche ora in più a marinare. Per prima cosa abbiamo tagliato a coltello il filetto creando dei piccoli cubetti di pesce e preparato la marinatura, cioè un’emulsione a base di:

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mirin (sakè leggermente dolce  da condimento)

olio extravergine di olive possibilmente taggiasche (più delicato)

succo di limone (1/2) e succo di arancia (1/2)

cipollotto dolce tagliato finemente

1 scorzetta di limone e 1 di arancia (tagliate a striscioline sottili)

prezzemolo

pepe

sale

Il pesce è stato mantenuto in questa emulsione per almeno 3-4 ore in frigorigero;

dopodichè abbiamo disposto in piccoli coppa pasta il pesce marinato e servito la tartare di leccia come antipasto, guarnito con qualche cubetto di pomodorini freschi.

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Non ho indicato volutamente le quantità degli ingredienti, poichè essendo una ricetta molto semplice, lascio ad ognuno di voi la libertà di dosarli a seconda dei vostri gusti e delle vostre preferenze. Questo piatto, che solitamente anticipa un bel primo piatto di pasta condita con ragù di leccia, è ormai tradizione di casa, il giorno stesso della cattura, al fine di poter onorare e gustare il freschissimo pescato che generosamente il Mar Ligure ha saputo offrirci.

Stracotto al Barolo. Certe cose non si cambiano.

Quando si possiede una pentola speciale, si tiene con cura, si pulisce ben bene, si mette da parte con attenzione dopo il suo utilizzo e si fa in modo che duri per sempre. Questo e’ l’unico destino che posso augurarmi per la super pentola a cottura lenta di mio papa’.
Lui e’un tipo ” al passo con i tempi” e’ sempre stato quello che comprava la novita’, quello che a 6 anni mi spediva fuori dalla dogana dell’aeroporto con una videocamera ultimo modello comprata a Singapore infilata di nascosto in uno zanio di scuola di Garfield. Quello che il computer ce lo dovevamo assolutamente avere, e prima ancora si doveva avere il MINITEL ( non so se avete presente quale aggegio inutile e infernale fosse quello). Sempre stato attento a upgradare il pc, a comprare la macchinetta fotografica digitale quando in giro se ne vedevano ancora poche etc etc. Ed e’ stato uno dei primi ad accaparrarsi questa meraviglia di pentola elettrica per lunghe cotture con cui ha spesso preparato cosette DELIZIOSE.

Domenica, per non farci perdere l’abitudine ecco sfornato ( si fa per dire)

un fantastico STRACOTTO DI MANZO AL BAROLO

Il procedimento e’ questo, ma vi scrivero’ una ricetta di quelle senza dosi, da fare un po’ alla ” come ve pare” : si prende il manzo e si mette a marinare con cipolla, sedano, carota, alloro, cannella, chiodi di garofano, e un litro di Barolo per circa 6 ore ( tutto coperto con carta pellicola e in frigorifero). Poi si asciuga un po’ la carne e si fa rosolare in pentola con un po’ d’olio da tutte le parti. Si aggiunge la marinatura e mentre la carne si mette da parte, si fa ritirare la marinatura di due terzi circa. A questo punto si mette carne e marinatura nello slow cooker ( nel pentolone) e si accende.  Dopo circa 12 ore ecco pronto un piattino da un gusto meravoglioso. Una veloce guarnizione con del melograno, che con la sua croccantezza e acidita’ ci stava proprio bene ed ecco il piatto pronto. La carne tenera, si scioglie in bocca e gli aromi e i condimenti, che sono stati lentamente assorbiti dal Manzo rendono il tutto delicato e gustoso allo stesso tempo.

E allora buona lenta cottura a tutti!

 

Il Brunelli e’ servito! E ora si fa la valigia.

Oggi sono molto fiera di me, visto che tra le mille cose da fare sono riuscita a incastrare anche i ” compiti a casa”. Si, perche’ domani si parte per il Salone del Gusto e andando a rappresentare la lezione Lazio per Gente del Fud non potevo esimermi dal preparare una ricetta invitante con l’ingrediente principale della presentazione che faro’ Giovedi’ pomeriggio, ovvero il MITICO pecorino Brunelli.

Ecco, l’ho anche postata nella scheda del Pecorino presente sulla Community Gente del Fud che se ancora non conoscete dovete assolutamente iniziare a frequentare!
Sono molto emozionata all’idea di fare parte della rappresentanza di foodblogger chiamati in causa da pasta Garofalo e dalla sua iniziativa a Torino per quest’anno e non vedo l’ora di trovarmi li tra mille persone appassionate e piene di buone idee e mille prodotti fantastici.

Lo slogan del salone e’ :”cibi che cambiano il mondo” e devo dire che, vista la POTENZA dell’iniziativa di Pasta Garofalo, l’entusiasmo e la professionalita’ con cui noi foodblogger di Gente del Fud ci apprestiamo a partire verso la nostra missione, mi sembra proprio che la cucina e l’amore per cio’ che la nostra terra ci offre, mai come in questo paese, sia  un elemento fortemente aggregante e magari utile a muovere un po’ le cose anche in altri ambiti.

Da settimane siamo in fermento, leggo messaggi che si accavallano su Facebook, questiti e preoccupazioni sullo svolgimento della manifestazione, scambi di informazioni e dettagli di carattere pratico del tipo :” io saro’ li venerdi’, saro’ quella con la giacca a pois e una margherita sul cappello..”
Tutti cercano di conoscersci ancor prima di conoscersi e io in questo mi sento un po’ indietro. Ho molta difficolta’ gia’ a ricordarmi i nomi delle persone che mi si presentano dal vivo, figuriamoci a ricordare e abbinare correttamente facce, nomi reali, soprannomi e nomi di blog visti in rete.
Chiedo scusa quindi gia’ da ora per le mille figuraccie che faro’! Perdonatemi ma faccio sempre 70 cose contemporaneamente e sono solo un po’ stordita, ma non vedo l’ora di conoscervi tutti vis a vis.

W i foodblogger CONVINTI di Gente del FUD!

Al salone , per ragioni pratiche non portero’ il computer ma postero’ tutto quello che mi sermbrera’ valido al motto di “buono&bello” su INSTAGRAM, quindi se volete potrete seguirmi qui:

Ed ora la ricetta del giorno 🙂

Risotto mantecato al Pecorino Brunelli con pancetta croccante e broccolo arrostito.

ingredienti per 2 persone

riso :160 gr

scalogno: 1

vino bianco secco : mezzo bicchiere

pecorino Brunelli grattugiato : 40 gr

brodo vegetale : 500 ml

pancetta tesa: 90 gr

pecorino Brunelli a scaglie per guarnire

burro 40 gr

broccolo 4 cimette

Procedimento

preparate il brodo vegetale

sbollentate le cimette di broccolo intere per un paio di minuti e poi affettatele nel senso della lunghezza e arrostitele in una padella antiaderente. Mettete da parte.

Tagliate finemente lo scalogno e fatelo appassire in una pentola con un filo di olio d’oliva. Quando lo scalogno sara’ dorato ( e non bruciacchiato) aggiungete il riso e fatelo tostare. Salate

Adesso sfumate con il vino e poi aggiungete il brodo fino a ricoprire tutto il riso. Quando il brodo si sara’ asciugato e il riso emergera’ dal liquido, versate ancora brodo e dopo la terza volta che ripeterete questa operazione iniziate a mantecare un po’ il riso.

Nel frattempo mettete la pancetta in una padella antiaderente calda e fate in modo che diventi molto croccante. Quando sara’ pronta mettete la pancetta su della carta assorbente e tenete da parte.

A cottura ultimata, togliete la pentola del riso dal fuoco, mantecate con il pecorino e il burro e servite su un piatto piano. Guarnite con del pepe nero, le cimette di broccolo e la pancetta croccante.

 

Non si parla a bocca piena @ TASTE of Roma 2012

Galleria

Questa galleria contiene 11 immagini.

    Finalmente il Taste e’ arrivato anche a Roma.   All’incirca un anno fa di questi tempi mi stavo leccando i baffi a distanza pensando ai menu’ interessantissimi che avrebbero proposto al TASTE a Milano sapendo bene che non ci … Continua a leggere