Corona di costolette di vitello in crosta di pistacchi. Il Natale a 6000 km da casa.

Prima di partire per venire a trascorrere il Natale con la mia famiglia “Ammmmericana” ho organizzato un corso sui menu’ della Vigilia e del pranzo di Natale. Avevo incluso dei piatti tradizionali e anche delle novita’ che rispecchiassero pero’ le usanze italiane e romane.

Un classico quindi e’ che si mangi il pesce la sera della Viglilia e si passi ai tortellini in brodo il 25 a pranzo.

Tutti mi chiedevano cosa si mangiasse in America negli stessi giorni e io rispondevo che per quanto ne sapevo io, si mangiava il tacchino un po’ come si usa fare anche per il giorno del ringraziamento. In alternativo sapevo che c’erano famiglie che per tradizione preparavano il prosciutto glassato al forno, ma anche io ero curiosa di verificare in prima persona cosa sarebbe comparso sulla tavola di Natale. Gia’ il fatto che a Los Angeles, all’ora di mettersi a tavola per Natale avrebbero fatto circa 24 gradi mi faceva pensare che   fosse necessario discostarsi da certe tradizioni 🙂

Quello che ho capito e’ innanzitutto che solitamente  si salta il pranzo di Natale per sedersi verso le 6 ( c’e’ chi osa farlo anche prima) e fare un “early dinner”  in cui il piatto principale sara’ sicuramente la carne. E che carne. Si, perche’ qui si ha anche la possibilita’ di avere accesso a una carne veramente speciale. Una carne cosi’ tenera e saporita che ” come te nessuno mai”.

Sulla nostra tavola di Natale, quindi c’e’ stato ( per poco, visto che e’ stato spazzolato in men che non si dica) questa fantastica corona di costolette di vitello in crosta di pistacchi.

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Insieme a mio cognato, che si e’ occupato della materia prima, abbiamo trovato questo modo di cuocerla e insaporirla, che ha reso il tutto molto piu’ gustoso e tenero.

L’impanatura a base di pistacchi ha impedito al calore del forno di seccare la carne contribuendo a mantenerla tenera e succosa.

Oltretutto la presentazione ” a corona” che ho scopiazzato dall’ultimo numero di Living ( la rivista di Martha Stewart ) che mi e’ capitato per caso tra le mani, ha reso il tutto ancora piu’ scenografico e accattivante.

Per preparare un piatto cosi’ non c’e’ una vera e propria ricetta da seguire e soprattutto e’ possibile applicare questo metodo anche ad altri tipi di carne. Qualche giorno fa infatti abbiamo utilizzato la stessa impanatura su un pezzo meraviglioso di filetto di manzo ottenendo un risultato ottimo comunque.

Ecco quello che abbiamo fatto:

per l’impanatura abbiamo usato pan grattato, pistacchi tritati, aglio, sale, pepe, rosmarino.

poi abbiamo messo un po’ di sale sulla base di una pentola di ferro e ci abbiamo appoggiato sopra la corona di vitello. A questo punto abbiamo cosparso tutta la superfice con l’impanatura e abbiamo coperto le ossa con della carta stagnola.

In realta’ qui, insieme alla carne ci hanno anche fornito i famosi cappellini da chef in carta per vestire a festa le varie braciole, ma faceva un po’ troppo casalinga disperata e quindi abbiamo evitato di usarli.

La pentola, che a questo punto aveva raggiunto un peso non indifferente e’ stata messa nel mega forno ammericano, caldo caldo a circa 200 gradi e nella carne abbiamo inserito il termometrone per verificare che la cottura non superasse i 70/75  gradi a cuore.

Quando la temperatura a cuore della carne si aggirava sui 55/60 gradi abbiamo aggiunto nel pentolone anche dei portobello mushroom a pezzette e dello scalogno.

Questo poi’ e’ servito insieme al sughetto della carne e all’impanatura per realizzare la salsa.

A parte, sempre al forno abbiamo preparato mini carote e squash, lasciate arrostire in pace e condite semplicemente con olio, sale pepe e rosmarino.

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Le verdure, insieme ai funghi della salsa sono andate ad accompagnare la carne per questo piatto che ha abbondantemente soddisfatto le aspettative del giorno di Natale.

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Let’s start with a SIDE.

Sono quasi due anni che mi occupo di cucina a domicilio, di organizzare feste e cene su misura per occasioni di ogni tipo, compleanni, anniversari e cerimonie; ora essendo vicinissimi alla fine dell’anno e’ inevitabile fare dei bilanci, chiudere i conti, memorizzzare impressioni e stilare liste infinite di propositi e di “To do list” per l’anno nuovo.

Volendo fare una considerazione sul gradimento dei vari piatti che ho preparato e che mi hanno spesso chiesto e richiesto, devo dedicare una sezione speciale di questo blog a quelli che da noi vengono chiamati ” i contorni” e in particolare alla Ratatouille, un contorno di verdure che e’ sempre richiestissimo e che con la Sicilianissima caponata si divide il podio.

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Credo che il segreto del successo di questo contorno sia la varieta’ delle verdure accostate tra di loro, il sapore fresco ma speciale. Al di la’ della versione piu’ tradizionale della Ratatouille che potete provare a fare a casa, vi voglio propoprre una versione piu’ fresca e piu’ leggera, ma allo stesso modo sfiziosa e saporita.

Ingredienti:

300 gr di pomodorini

1 peperone giallo

1 peperone rosso

2 melanzane  

2 zucchine

2 carote

1 spicchio d’aglio

1 scalogno

basilico

Olio EVO, sale e pepe

nella preparazione della ricetta eviteremo di friggere le verdure singolarmente, ma salteremo le verdure in padella iniziando con quelle che necessitano di una cottura piu’ lunga.

Iniziamo prendendo una padella e aggiungiamo olio, aglio intero, scalogno e un paio di foglie di basilico spetzzettate per insaporire l’olio. Facciamo soffriggere tutto e poi aggiungiamo le patate tagliate a cubetti e le carote. I cubetti dovranno essere circa di un cm in modo tale che la loro cottura sia veloce.

Quando le patate inizieranno ad intenerirsi aggiungeremo le zucchine, poi dopo 3/4 minuti le melanzane e i peperoni e infine i pomodorini tagliati a meta’.

La ratatuille sara’ pronta quando le verdure saranno cotte, ma ancora croccanti. Per finire aggiugete sale e pepe e finite il piatto con dell’olio a crudo e abbondante basilico fresco.

L’amore (per la cucina) non va in vacanza, ma la tecnologia si. Tortelli alle erbette con salsa alle noci fatti #amanoperdavvero

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Lontano dal caldo e dall’afa degli ultimi giorni, qui in montagna, mi e’ venuta voglia di provare a fare questo piatto. Grazie ai potenti mezzi a disposizione in quella che era la casa della mia cara nonnina, mi sono messa all’opera gia’ ieri sera contanto sull’aiuto della fedelissima ed efficentissima assistente a mia disposizine. La piccola Stella infatti e’ sempre in prima linea quando si tratta di “sporcarsi le mani”.

Affrontare la preparazione dei ravioli quando non si ha accesso ne una macchinetta per la pasta, ne un tagliapasta ne un coppapasta, niente sac a poche ne tagliere e’ un po’ scomodo ma noi ci abbiamo provato lo stesso riuscendo a portare in tavola il nostro pranzo per l’una in punto del giorno di Ferragosto.

Si, perche’ questa ricetta e’ postata con un “ritardo” di quasi 10 gg a causa di insufficenti mezzi tecnici ( vedi assenza di connessione internet) a disposizione. Dopotutto  quando si sta’ lassu’ si hanno i Canederli, lo Speck e i porcini quindi non si puo’ avere tutto! 🙂

E comunque anche se in ritardo e’ postata cosi’ come l’abbiamo fatta senza ritocchi fotografici di nessun tipo, in linea con la semplicita’ degli strumenti a nostra disposizione!

Come prima cosa abbiamo preparato la pasta con 400 gr di farina 0, 2 uova e 2 tuorli, acqua e sale. La pasta l’abbiamo lavorata bene fino a quando non abbiamo ottenuto una palla liscia ed elastica. Poi l’abbiamo fatta riposare in frigorifero tutta la notte.

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La mattina dopo abbiamo lessato 400 gr di erbette ( bietina e spinacini dall’orto del paesello) e li abbiamo amalgamati con 500 gr di ricotta fresca, un tuorlo d’uovo, sale, pepe, noce moscata e 20 gr di burro fuso.
foto 1-14foto 3-14 Poi abbiamo steso la pasta il piu’ sottile possibile con il mattarello e abbiamo creato dei ravioli, chiudendoli abbiamo fatto attenzione a  far uscire bene  l’aria e abbiamo siggillato i bordi dopo averli inumiditi con un po’ d’acqua.

In mancanza di pennelli o altro, basta inumidire un po’un foglio di carta Scottex e passarlo leggermente sui bordi.

A questo punto abbiamo preparato la salsa alle noci per la quale abbiamo frullato con il mixer ad immersione ( l’unico potente mezzo elettrico a nostra disposizione) 70 gr di pinoli, 150 gr di noci, Parmigiano Reggiano, maggiorana, olio extravergine di oliva

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Se avete a disposizione un mortaio o un frullatore otterrete senza dubbio una salsa piu’ cremosa e ben amalgamata della nostra.

La cottura va fatta ovviamente in abbondante acqua salata, la durata dipende dallo spessore della pasta quindi dovrete regolarvi ad occhio o assaggiando.

Ecco il piatto finito, decisamente saporito e nutriente ottimo dopo una bella passeggiata di un paio di ore nel bosco che noi ovviamente non avevamo fatto, ma poco importa. Il pranzo ce lo siamo meritato lo stesso.

E voi che vi siete mangiati a Ferragosto?

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Bis non ti temo! Ancora Gelato in 5 nuovi gusti.

Quando di viene richiamati sul palco per un “BIS” si puo’ solo risalire e dare al pubblico cio’ che sta chiedendo. Ecco che ieri abbiamo replicato volentierissimo il pomeriggio dedicato al Gelato da Peroni a Piazza dell’Unita’.

Non ci ha fermato il caldo afosissimo, ne il temporale delle 2:30 ne tantomento la decisione di ri-asfaltare via dei Gracchi proprio in questa giornata!

Pronti alle 16 in punto abbiamo dato il via ad un altro pomeriggio di fresco, dolce e cremoso gelato espresso grazie alla ormai Mitica MUSSO MINI!

Ecco le ricette di ieri per chi si volesse cimentare con i nuovi gusti

sorbetto al melone

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450 di polpa di melone

145 gr di zucchero

155 gr di acqua

Frullare la polpa del melone con il frullatore ad immersione e poi aggiungere lo zucchero e continuare a frullare. Mettere nella gelatiera e mantecare per circa 30 minuti.

sorbetto alla mela verde

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450 gr di mele verdi Granny Smith

175 gr di zucchero

125 gr di acqua

Frullare le mele senza la buccia con il frullatore ad immersione e poi aggiungere lo zucchero e continuare a frullare. Mettere nella gelatiera e mantecare per circa 30 minuti.

lavorare le mele ( ben fredde) e poi inserirle subito nel mantecatore per evitare che si ossidino.

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gelato alla crema

latte intero fresco 375 gr

panna fresca 150 gr

3 tuorli

zucchero 150 gr

la scorza di un limone

un baccello di vaniglia

Mettere la scorza del limone in infusione nel latte e rimettere nel frigorifero

Il giorno dopo sbattere 3 tuorli in un pentolino, aggiungere il latte e la panna.

Aprire il baccello di vaniglia, con un coltello rimuovere i semini e inserirli nel composto.

Mettere sul fuoco e far sobbollire

Aggiungere lo zucchero e frullare con il frullatore ad immersione, far raffreddare nel frigorifero e poi mantecare per almeno 30 minuti.

gelato alla nocciola

latte intero fresco 430 gr

panna fresca 50 gr

4 tuorli

zucchero 120 gr

pasta di nocciole 105 gr

Sbattere 3 tuorli in un pentolino, aggiungere il latte e la panna.

Aggiungere la pasta di nocciola.

Mettere sul fuoco e far sobbollire

Aggiungere lo zucchero e frullare con il frullatore ad immersione, far raffreddare nel frigorifero e poi mantecare per almeno 30 minuti.

gelato al BAYLIES

latte intero fresco 275 gr

panna fresca 150 gr

4 tuorli

zucchero 150 gr

Baylies 100 gr

Sbattere 4 tuorli in un pentolino, aggiungere il latte e la panna e il Baylies

Mettere sul fuoco e far sobbollire

Aggiungere lo zucchero e frullare con il frullatore ad immersione, far raffreddare nel frigorifero e poi mantecare per almeno 30 minuti.

 

Anche oggi abbiamo avuto un ubblico come sempre interessatissimo e super attento.

La MINI Musso, al massimo delle sue prestazioni, ha “mantecato” incessantemente per 4 ore di fila e credo proprio che abbia dato del suo meglio!

Gelato LIVE: perche’ 5 gust’ is megl’ che UAN

Come vi avevo preannunciato, il mio pomeriggio di ieri e’ stato all’insegna del gelato. Di un gelato speciale, fatto con ingredienti freschissimi, e con una super macchina mantecatrice di fattura nostrana.

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Con la Musso MINI ieri, presso il negozio Peroni, ho preparato e abbiamo degustato 5 ottimi gusti di gelato e due varianti.

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Sono stata molto contenta di avere un pubblico cosi’ interessato e comunicativo, ci siamo scambiati idee e opinioni e c’e’ anche stato il tempo per fare un po’ di R&D.

Un pubblico cosi’ esigente e collaborativo ha quindi bisogno di “materiale” su cui applicarsi subito. Certo e’ che senza la piccola Musso non penso che potrete ottenere risultati all’altezza di quelli di ieri..comunque ecco qui come promesso le ricette che avete potuto assaggiare LIVE durante la dimostrazione:

prima di elenchi di ingredienti e dosi vi ricordo che per un ottimo risultate dovete affidarvi a delle ottime materie prime, scegliete la frutta matura al punto giusto, lavoratela dopo averla tenuta nel frigorifero per ritardare l’ossidazione e aggiungete un pizzico di sale alle ricette per aumentare il gusto

SORBETTO ALLA PESCA

375 gr di pesche

173 gr di zucchero

203 gr di acqua

Tagliate le pesche, unitele all’acqua ed emulsionate con il frullatore ad immersione, poi aggiungete lo zucchero a pioggia. Emulsionate ancora e poi mettete a mantecare per almeno 30 minuti.

SORBETTO ALL’ALBICOCCA

la ricetta del sorbetto all’albicocca la trovate nel precedente articolo che ho scritto ovvero qui

GELATO ALLA RICOTTA con variante alla cioccolata all’arancia e mandorle

300 gr di latte intero fresco

150 gr di panna fresca

300 gr di ricotta

120 gr di zucchero

lavorate la ricotta con lo zucchero poi stemperate con la panna e con il latte. Emulsionate con il frullatore ad immersione per qualche secondo e mettete a mantecare.

Durante gli ultimi 3/4 minuti potete aggiungere della cioccolata a pezzetti o della frutta secca tostata. Noi ieri abbiamo provato un abbinamento con un cioccolato fondente all’arancia candita e alle mandorle e il risultato e’ stato molto interessante.

GELATO PANNA E FRAGOLE

113 gr di latte fresco intero

90 gr di panna fresca

350 gr di fragole

150 gr di zucchero

nel bicchiere del frullatore ad immersione lavorate le fragole con lo zucchero e il latte. Infine unite la panna e mettete nel mantecatore.

SORBETTO AL LIMONE

180 gr succo di limone ( utilizzate dei bei limoni saporiti come quelli di Sorrento)

180 gr di zucchero

390 gr di acqua

Emulsionate gli ingredienti con il frullatore ad immersione e poi mettete nel mantecatore.

I tempi per la mantecatura ovviamente variano in base alla macchina per il gelato utilizzata, alla dose da preparare e ai gusti personali.

Di certo con la Macchina MUSSO Mini non avete difficolta’ a lavorare il gelato anche se diventa piu’ consistente. La sua pala in acciaio lavorera’ senza problemi il composto fino a raggiungimento del risultato da voi desiderato.

Comunque dimenticatevi i colori brillanti e chimici dei gelati commerciali e iniziate ad assaporare il gusto vero della frutta, del latte e della panna, poi mi direte cosa ve ne pare!

 

 

Una visita al Mercat de La Boqueria de Barcelona_photopost

Galleria

Questa galleria contiene 40 immagini.

Pensate che sia possibile andare a Barcellona e non visitare la Boqueria? Che sia la prima o la centesima volta che mettete piede in questa bellissima e coloratissima citta’ spagnola non potrete resistere al fascino del famoso Mercato della Rambla. … Continua a leggere

Live from khao lak: pollo con curry verde e latte di cocco – gaeng kheaw wahn gai

Ci sono delle cose troppo belle e troppo buone che DEVONO essere condivise subito! Questa e’ la ricetta del pollo al curry verde in latte di cocco che ho imparato a fare 10 minuti fa nel posto piu’ meraviglioso sulla terra dopo Disneyland ( che in realta’ rimane il posto piu’ “felice” sulla faccia della terra). L’executive chef Mr Pansuwan mi ha spiegato che qui in Thailandia ci sono delle melanzane speciali che sono particolarmente adatte a questo piatto. Sono croccanti e amarognole. Alcune grandi come un mandarino, altre piccole e verdi come delle biglie. Sono l’anello di congiungione perfetto tra tutti gli ingledienti del piatto, tra il dolce delo zucchero di canna, il salato e lo “spicy” del curry paste e la morbidezza del latte di cocco, uno degli ingredienti piu’ ricorrenti di questa cucina.

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il piatto si  prepara cosi:

come ingredienti vi serviranno

1 cucchiaio di pasta di curry verde

1 tazza di latte di cocco

120 gr di petto di pollo a pezzetti

10 grammi di peperoncini rossi che vanno aperti, gli vanno tolti i semi e vanno fatti a pezzi ( in questo modo non risulteranno troppo piccanti

5 gr di kaffir lime leaves

5 gr di basilico thai

50 gr di melanzana ( chiaramente sara’ difficile trovare le stesse che hanno loro qui

1 cucchiaio di zucchero di palma ( e’ simile al miele come sapore ma un po’ meno dolce)

1 cucchiaione di olio di semi di noccioline

1 cucchiaio di salsa di pesce

mezza tazza di brodo di pollo

il piatto si prepara in pochi minuti e vi garantisco che ha un gusto e un profumo in grado di spegnere qualsiasi raffreddore di fine inverno.

In un tegame mettete a scaldare l’olio, aggiungete un cucchiaio e mezzo di pasta di curry e quando l’olio inizia a sfrigolare aggiungete anche le foglie di kaffir lime e il pollo. Fate rolosare il pollo poi aggiungete il brodo, le melanzane a cubetti, il latte di cocco e un altro mestolo di brodo.

Appena le melanzane saranno intenerite aggiungete la salsa di pesce e lo zucchero.

Dopo pochi minuti il piatto sara’ pronto, ottimo da assaggiare accompagnato da del riso thai jasmine al vapore.

Ottimo il piatto, terribile l’applicazione di wordpress per il cellulare! Spero che l’articolo sia comprensibile!

 

 

 

 

 

Baccala 101. Ed e’ solo l’inizio.

Da quando ho assaggiato il fantastico tiramisu’ di Baccala’ di Riccardo di Giacinto del ristorante all’Oro, mi e’ presa la fissa per il baccala’. Ho riempito frigo e freezer per provare e sperimentare varie ricette e tanto cosi’ per scaldarsi un po’ non poteva mancare all’appello l’ottima ricetta della tradizione romana:

“Il baccala’ alla maniera de Trastevere”

Io direi che gia’ il nome della ricetta e’ tutto un programma…

Questo e’ un po’ il modulo 101. Come nei corsi in cui si parte dalle cose piu’ semplici per poi passare a questioni piu’ complesse.

Ma adesso basta chiacchere e passiamo ai fatti!

Ecco come si presenta appena appena fatto, in tutta’ la sua fragranza, il suo profumo e la sua ricchezza di sapore.

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Ed ecco come si prepara:

ingredienti

800 gr di filetto di baccala’

farina per infarinare ( circa 150/200 gr)

300 gr di cipolle bianche

1 spicchio di aglio

30 gr di capperi sotto sale precedentemente sciacquati

50 gr di uvetta precedentemente ammorbidita nell’acqua

30 gr di pinoli

il succo di un limone piccolo

sale, pepe e olio extravergine di oliva

prezzemolo finemente tritato

Per iniziare togliete la pelle del baccala’, tagliate il filetto a pezzi di circa 2cm di larghezza, sciacquateli bene sotto l’acqua fresca e asciugateli.

Ora infarinate ben bene tutti i pezzi di pesce e metteteli da parte.

In una padella friggete i pezzi di baccala’ da entrambe le parti e poi metteteli a scolare sulla carta assorbente. Nella stessa padella ora scaldate altro olio d’oliva, aggiungete lo spicchio d’aglio in camicia leggermente sciacciato e la cipolla. Fate appassire la cipolla.

La cipolla non deve bruciarsi, ma deve rosolare lentamente.

Aggiungete i pinoli e fateli rosolate, poi aggiungete l’uvetta e i capperi.

In una teglia da forno disponete tutti i pezzi di baccala’, poi coprite il pesce con il condimento che avete preparato e mettete in forno caldo a 220 gradi per 10 minuti.

Appena sfornato lasciate riposare 3/4 minuti poi spolverate con del prezzemolo fresco appena tagliato e con il succo di limone.

 

Oggi e’ Venerdi’, quindi PESCE! Tartare marinata con agrumi. You will LOVE IT! Promesso!

Che ve ne pare di fare un bel bagno in mare di questi tempi? Quanto allettante sarebbe per voi svegliarsi alle 7 di Sabato mattina, mettere su una bella muta spessa quasi 1 cm e tuffarvi nelle acqua belle “fresche” del nostro meraviglioso Mediterraneo?

Beh, io dico che neanche se mi pagassero mi sottoporrei a tale tortura.

Gia’ mi sembra troppo impegnativo uscire verso le 10 in una giornata di sole per farmi quegli onesti 22/23 minuti di corsa, che il bagno in mare lo salterei a piedi pari!

E invece una persona che con queste condizioni climatiche sfida il gelo marino e il freddo invernale, io la conosco. Quello che posso dirvi e’ che quando la passione c’e’  davvero e’ piu’ forte del freddo,  del sonno, della pigrizia, ed e’ allora che succedono cose che hanno dell’incredibile.

La persona di cui parlo di chiama Perpaolo, Pierpesca per gli amici intimi, e lui e’ “sposato” con il mare. Si, sposato, perche’ lui dal mare non riesce a stare separato mai, perche’ lui dedica al suo mare le sue attenzioni piu’ sincere e infatti per lui il mare si chiama Mare, con la M maiuscola.

E’ come l’ossigeno, quindi guai a dirgli di barattare le 48 ore di mare settimanali che riesce a custodirsi come un tesoro prezioso per un’attivita’ alternativa di qualsiasi tipo. E’ molto probabile che vi dira’ di no. Molto.

Ora vorrei farvi vedere di cosa e’ capace, e perche’ tanto entusiasmo. E’ sicuramente vero che il bottino non e’ sempre cosi’ generoso, ma quando uno ci sa fare guardate un po’ cosa puo’ portare a casa.

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Ne parlo qui sul mio blog perche’ io e Pierpesca, e la sua fantastica mamma cuoca provetta parliamo spesso di cucina ( ma chi l’avrebbe mai detto eh!) e mi piace l’idea di dare spazio a qualche ricettina frescha fresca che arriva direttamente dalla costa Ligure, dalle tradizioni, le uscanze e l’affetto di una paese che e’ un gioiello e che si chiama Tellaro.

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Ecco a voi il suo racconto e la prima ricetta di Pierpaolo.

Non c’è buon pescatore che si rispetti, al quale non piaccia anche cucinare il proprio pescato.

“Sono pescatore per passione, ed è proprio la passione il grande sentimento che da quando sono nato mi unisce alla mia terra, ma soprattutto al Mare. Già da bambino mio padre mi portava con sé a pesca, praticava pesca subacquea, mente io gli tenevo la barca. Se la pesca andava a buon fine era solito immortalarmi insieme alle sue superbe catture di fine anni ’80 (come si vede dalla foto)

Pier Piccolo

; abitudine che tuttavia, ancora adesso, non ho perso.

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Negli anni mi sono specializzato nelle diverse tecniche di pesca, dalla traina alla pesca subacquea, praticandole differentemente a seconda delle condizioni meteo, della stagione e da ciò che il Mare sa offrire in quello specifico periodo dell’anno. Prima di presentare una prelibata ricetta a base di leccia appena pescata, permettetemi un piccolo racconto di pesca.

Finalmente è arrivato il mese di Ottobre, periodo caratterizzato dalla presenza di grosse leccie, pesci serra, lampughe e altri pelagici anche nell’immediato sottocosta. Poiché le mie attrezzature, barca compresa, sono veramente molto light, e non consentono di allontanarmi molto dalla costa, questo periodo risulta di gran lunga il migliore per tentare finalmente qualche cattura di mole utilizzando la tecnica della traina con il vivo. Era una mattina di fine Settembre, una giornata nuvolosa che lasciava già presagire l’arrivo di un periodo perturbato, quando insieme a mio cugino Matteo (lui mai stato a pesca), decidiamo di uscire con la barca verso le 8 per provare a vedere se qualche grossa leccia ha intenzioni serie. Dopo aver pescato le esche vive da utilizzare per la pesca “più seria”, ci dirigiamo al largo di un promontorio vicino Tellaro, caratterizzato dalla presenza costante di banchi di piccoli pesci e conseguentemente, di predatori. Sono sufficienti pochi istanti che la canna si flette vigorosamente ed inizia velocemente ad uscire il filo dal mulinello, ma dopo circa 20 minuti di combattimento, complice anche il traino della barca leggera, il pesce è già sfiancato, e viene issato a bordo per la coda. Questo genere di catture possono sembrare sempre tutte uguali, ma in realtà non è così; ogni giorno cambiano le condizioni meteo, il mare, lo spostamento dei piccoli pesci, il termoclino, la temperatura dell’acqua, ecc., tutti fattori che un pescatore poliedrico deve saper valutare, anche affidandosi al proprio istinto o alla propria esperienza.

La ricetta della tartare marinata con agrumi, è molto semplice e, a mio avviso, può essere eseguita utilizzando sia un bel filetto (come vedete dalla foto) della coda di un pesce azzurro, che di un pelagico (tonno, ricciola, palamita). Dal mio punto di vista questo tipo di pesci regalano particolare soddisfazione in cucina, come materia prima di elezione per ricette di pesce più elaborate, anche se è preferibile utilizzare sempre spezie e profumi mediterranei, nonchè cotture rapide e delicate per non prevaricarne troppo il gusto. Personalmente trovo che la parte superiore del filetto, (che vedete indicata con la punta del coltello utilizzata per sfilettare),

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quello vicino alla pinna dorsale, sia il migliore, per le sue caratteristiche di morbidezza e di sapore. L’ideale, specialmente se non conoscete la provenienza del pesce, sarebbe quella di utilizzare un abbattitore termico, per minimizzare i potenziali rischi microbiologici, ma in realtà pochi ne hanno uno a disposizione, e pertanto ci accontenteremo della freschissima materia prima da lasciare qualche ora in più a marinare. Per prima cosa abbiamo tagliato a coltello il filetto creando dei piccoli cubetti di pesce e preparato la marinatura, cioè un’emulsione a base di:

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mirin (sakè leggermente dolce  da condimento)

olio extravergine di olive possibilmente taggiasche (più delicato)

succo di limone (1/2) e succo di arancia (1/2)

cipollotto dolce tagliato finemente

1 scorzetta di limone e 1 di arancia (tagliate a striscioline sottili)

prezzemolo

pepe

sale

Il pesce è stato mantenuto in questa emulsione per almeno 3-4 ore in frigorigero;

dopodichè abbiamo disposto in piccoli coppa pasta il pesce marinato e servito la tartare di leccia come antipasto, guarnito con qualche cubetto di pomodorini freschi.

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Non ho indicato volutamente le quantità degli ingredienti, poichè essendo una ricetta molto semplice, lascio ad ognuno di voi la libertà di dosarli a seconda dei vostri gusti e delle vostre preferenze. Questo piatto, che solitamente anticipa un bel primo piatto di pasta condita con ragù di leccia, è ormai tradizione di casa, il giorno stesso della cattura, al fine di poter onorare e gustare il freschissimo pescato che generosamente il Mar Ligure ha saputo offrirci.

Il Brunelli e’ servito! E ora si fa la valigia.

Oggi sono molto fiera di me, visto che tra le mille cose da fare sono riuscita a incastrare anche i ” compiti a casa”. Si, perche’ domani si parte per il Salone del Gusto e andando a rappresentare la lezione Lazio per Gente del Fud non potevo esimermi dal preparare una ricetta invitante con l’ingrediente principale della presentazione che faro’ Giovedi’ pomeriggio, ovvero il MITICO pecorino Brunelli.

Ecco, l’ho anche postata nella scheda del Pecorino presente sulla Community Gente del Fud che se ancora non conoscete dovete assolutamente iniziare a frequentare!
Sono molto emozionata all’idea di fare parte della rappresentanza di foodblogger chiamati in causa da pasta Garofalo e dalla sua iniziativa a Torino per quest’anno e non vedo l’ora di trovarmi li tra mille persone appassionate e piene di buone idee e mille prodotti fantastici.

Lo slogan del salone e’ :”cibi che cambiano il mondo” e devo dire che, vista la POTENZA dell’iniziativa di Pasta Garofalo, l’entusiasmo e la professionalita’ con cui noi foodblogger di Gente del Fud ci apprestiamo a partire verso la nostra missione, mi sembra proprio che la cucina e l’amore per cio’ che la nostra terra ci offre, mai come in questo paese, sia  un elemento fortemente aggregante e magari utile a muovere un po’ le cose anche in altri ambiti.

Da settimane siamo in fermento, leggo messaggi che si accavallano su Facebook, questiti e preoccupazioni sullo svolgimento della manifestazione, scambi di informazioni e dettagli di carattere pratico del tipo :” io saro’ li venerdi’, saro’ quella con la giacca a pois e una margherita sul cappello..”
Tutti cercano di conoscersci ancor prima di conoscersi e io in questo mi sento un po’ indietro. Ho molta difficolta’ gia’ a ricordarmi i nomi delle persone che mi si presentano dal vivo, figuriamoci a ricordare e abbinare correttamente facce, nomi reali, soprannomi e nomi di blog visti in rete.
Chiedo scusa quindi gia’ da ora per le mille figuraccie che faro’! Perdonatemi ma faccio sempre 70 cose contemporaneamente e sono solo un po’ stordita, ma non vedo l’ora di conoscervi tutti vis a vis.

W i foodblogger CONVINTI di Gente del FUD!

Al salone , per ragioni pratiche non portero’ il computer ma postero’ tutto quello che mi sermbrera’ valido al motto di “buono&bello” su INSTAGRAM, quindi se volete potrete seguirmi qui:

Ed ora la ricetta del giorno 🙂

Risotto mantecato al Pecorino Brunelli con pancetta croccante e broccolo arrostito.

ingredienti per 2 persone

riso :160 gr

scalogno: 1

vino bianco secco : mezzo bicchiere

pecorino Brunelli grattugiato : 40 gr

brodo vegetale : 500 ml

pancetta tesa: 90 gr

pecorino Brunelli a scaglie per guarnire

burro 40 gr

broccolo 4 cimette

Procedimento

preparate il brodo vegetale

sbollentate le cimette di broccolo intere per un paio di minuti e poi affettatele nel senso della lunghezza e arrostitele in una padella antiaderente. Mettete da parte.

Tagliate finemente lo scalogno e fatelo appassire in una pentola con un filo di olio d’oliva. Quando lo scalogno sara’ dorato ( e non bruciacchiato) aggiungete il riso e fatelo tostare. Salate

Adesso sfumate con il vino e poi aggiungete il brodo fino a ricoprire tutto il riso. Quando il brodo si sara’ asciugato e il riso emergera’ dal liquido, versate ancora brodo e dopo la terza volta che ripeterete questa operazione iniziate a mantecare un po’ il riso.

Nel frattempo mettete la pancetta in una padella antiaderente calda e fate in modo che diventi molto croccante. Quando sara’ pronta mettete la pancetta su della carta assorbente e tenete da parte.

A cottura ultimata, togliete la pentola del riso dal fuoco, mantecate con il pecorino e il burro e servite su un piatto piano. Guarnite con del pepe nero, le cimette di broccolo e la pancetta croccante.