Non si parla a bocca piena @ TASTE of Roma 2012

 

 

Finalmente il Taste e’ arrivato anche a Roma.

 

All’incirca un anno fa di questi tempi mi stavo leccando i baffi a distanza pensando ai menu’ interessantissimi che avrebbero proposto al TASTE a Milano sapendo bene che non ci sarei potuta andare e limitandomi a cercare le foto dei paitti on-line; oggi invece sono qui a raccontarvela dopo essermi spazzolata il meglio del menu’ proposto qui nella Capitale da 12 degli chef piu’ bravi di Roma.

Dovevo aspettare di finire di mangiare e di assaggiare ben bene tutto cio’ che mi era possibile prima di poter dire la mia. L’unico commento che avrei potuto fare anche prima di andare al TASTE sarebbe stato questo ” che ficooooo, vado e mi mangio tutttoooooo!!!”

E cosi’ e’ stato!

Una delle frasi piu’ gettonate da Stella di queste ultime settimane e’ ” non si parla bocca pena” ( cosi lo dice lei, la nanerottola che mi incasina le giornate e che con alcune uscite mi fa ridere di brutto!) e questa frase mi e’ risuonata nella testa piu’ volte mentre mi trovavo all’ Auditorium e mi ha fatto sorridere tra me e me.

Tutti quelli che vedevo vicino a me infatti assaggiavano e commentavano: ” mmmm, buonissimo” e ancora :” mmmmh non puoi capire che cosa e’ …., non puoi capire che tenera questa carne, che gustoso questo piatto, quanto e’ croccante questo guanciale…”

Bocche piene a piu’ non posso quindi!

In generale ho visto e assaporato una cucina che mi e’molto piaciuta, proposte interessanti, mix e contrasti ben riusciti, piatti ben presentati e illustrati nella loro costruzione anche dagli Chef in persona che non si sono sottratti al rispondere alle mie domande indagatorie🙂

Quello che ho visto e’ stata una grande una cucina assaporata senza l’ansia di entrare in un rinomato ristorante con “l’ansia” di spendere mezzo stipendio.

Il comune denominatore che ho riscontrato nei piatti e’ la ricerca dell’ingrediente e della qualita’, non c’e’ da stupirsi se si continua a insistere proprio su questo concetto che puo’ sembrare banale ma che in realta’ banale proprio non e’.

Non so quail siano stati i dati di affluenza, ma quando c’e’ l’opportunita’ di assaggiare un’ottima cucina a prezzi abbordabili mi sembra che chiunque ne abbia la possibilita’ ne approfitti volentieri.

La ricerca del gusto, quello autentico, composto da ingredienti riconoscibili, buoni anche soli e non contaminati da ricchi e inutili condimenti, l’abbinamento ricercato ma non estremo e non fatto solo per stupire, il piatto quello che gia’ dal primo boccone ti fa’ sorridere e ti emoziona, quello che racconti con entusiasmo, e’ proprio questo quello che secondo me si voleva trasmettere durante queste giornate.

Tutte queste caratteristiche sto cercando di inserire con molta umilta’e passo dopo passo anche nella mia cucina, cercando di far capire che il valore del piatto dovrebbe essere definito proprio dal suo reale contenuto.

Come mai quando si fa una festa invece di voler far mangiare bene, e regalare una bella esperienza ai propri ospiti sicerca solo di risparmiare? Come mai ci si accontenta di ristoranti dai menu’ facili e pieni di portate dove pero’ la sostanza manca, dove pero’ il contenuto e’ fatto da prodotti scadenti, contaminati da conservanti e dove il fatto a mano, l’artigianilita’ del prodotto viene a mancare ? Questa e’ la cucina che vorrei contestare, e’ la cucina che non mi piace. Mi piace invece quella cucina in cui anche un panino al prosciutto  e’ un bel panino fragrante fatto in casa la mattina stessa, con una farina vera, un buon prosciutto tagliato sottile, che si scioglie in bocca e che rende onore alla tradizione gastronomica del nostro paese e al lavoro che c’e’ dietro.

Per non parlare delle torte decorate che il solo fatto che siano belle, alte e colorate giustifica il fatto che poi siano inmangiabili e piene di burro. No, questa non e’ la cucina che voglio fare io, anche le mie torte all’interno racchiudono sapori veri, creme fresche , soffici e gustose e non preparati fatti con latte, uova in polvere e quintali di burro.

Ma senza divagare troppo, che senno’ non la smetto piu’, questo e’ quello che ho voluto e potuto assaggiare io e vi assicuro che ne e’ assolutamente valsa la pena. Questo e’ quello che vorrei che voi poteste assaggiare perche’ era veramente BUONO!

Guardate qua, vi metto qualche foto fatta in fretta prima di addentare i piatti… e come vedrete purtroppo alcuni sono stati mangiati ancora prima di avere una chance di essere fotografati!

Proposto da Agata Parisella del Ristorante Agata e Romeo:

“La Caprese”& Cannelloni farciti di prosciutto in salsa di cipollotto fresco

poi, Il “tiramisu di baccala’  e patate con lardo di cinta senese”MITICO, dello chef Riccardo di Giacinto del ristorante All’Oro.

Spiedino di Gambero in pasta fillo e spuma di mortadella e Salmone selvaggio con salsa dianguria , tartufo nero e asparagi di mare dello Chef Andrea Fusco del ristorante Giuda Ballerino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La mitica Cristina Bowerman ci ha lasciato senza parole con il suo piatto Fico Settembrino, pancia di maiale e ricotta di bufala, saba e pepe verde.

Anche se e’ un piatto che proponevano al ristorante Glass Hostaria, qualche anno fa, l’ho trovato attualissimo e delizioso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La carne era gustosissima e tenera e il boccone perfetto, come piace fare a me, con un pezzettino di tutti gli ingedienti del piatto, era assolutamente “perfetto”ed equilibrato.

e e con il carpaccio di manzo affinato al te Seuchong e miele di Elva, anguria compressa affumicata, semi, frutti rossi e balsamico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da “il convivio Troiani”, la buonissima rosetta de “il Convivio” con kebab di coniglio in porchetta, funghi porcini e zenzero e una proposta di dolce : il tiramisu, ieri, oggi e domani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Poi continuiamo con: Ricciola fritta, battuta di pomodori ed anguria di Antony Genovese dell’acclamato ristorante “Il Pagliaccio”.

Dall’Imago Hassler Hotel, lo chef Francesco Arpeda ha preparato le Capesante impanate ripiene di mozzarella di bufala, foglie di sedano e tartufo nero e uno dei dolci meglio equilibrati che abbia mai provato:

Granita ai frutti di bosco e balsamico, fluida di yogurt e cioccolato bianco con crumble.

La granita era un mix perfetto tra il gusto acidulo dei frutti di bosco e il dolce dello zucchero, fresca e leggera, accompagnata da la crema fluida allo yogurt e cioccolato bianco e suggellata dal croccante crumble…una meraviglia!

Lo chef Kotaro Noda del Magnolia restaurant al Jumierah ha proposto i doppi ravioli di baccala’ con fagioli del purgatorioin guazzetto di Vongole

And last but not least,

Roy Caceres del Ristorante Metamorfosi ci ha fatto assaggiare il piatto ” Uovo 65 gradi carbonara”

Buonissimo, un mix di una crema di cacio e pepe con l’uovo a 65 gradi, il bacon croccante racchiuso all’interno e dei rigatoni fritti e ” scoppiati ” tipo pop corn da “pucciarci ” dentro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ scontato dire che la maggior parte dei ristoranti presenti figurano sulla mia lista dei buoni propositi del 2012. Lista che non sono riuscita a spuntare come avrei voluto. Dopo questo week end pero’ posso dirmi soddisfatta, diciamo che in alcuni posti e’ come se avessi fatto un giretto “esplorativo” e speriamo di recuperare nei prossimi mesi. Ho ancora Ottobre, Novembre e Dicembre davanti. Direi che 9 ristoranti in3 mesi si possono provare no?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2 thoughts on “Non si parla a bocca piena @ TASTE of Roma 2012

  1. anche io voglio provarli! sopratutto la carbonara con i rigatoni tipo pop corn da pucciare nella cremina con l’uovo e il bacon…

  2. quella era veramente spaziale!!! e devo dire che condivido appieno tutte le considerazioni della nostra cuoca. Io (come già sapete) quando si tratta di cucinare sono sono un granchè brava…ma in fatto di mangiare invece si! nel senso che apprezzo molto la buona cucina, non tanto in termini di quantità ma soprattutto di qualità. E per una volta posso dire “io c’ero!!!”. E’ stato molto interessante (oltre che buono) scoprire tutte le proposte dei vari chef, confrontare i loro stili, avere la possibilità di provare queste prelibatezze ad un prezzo contenuto ed abbastanza “democratico”…mi è piaciuta l’idea degli chef di uscire dalle loro cucine e dai loro griffatissimi ristoranti per scendere “in strada” a conquistare la gente comune. Grazie Vero, di cuore, per avermi coinvolto in questa iniziativa.
    E per finire il mio personale “podio” senza ordine delle leccornie che abbiamo assaggiato:
    pancia di maiale con ricotta e fichi settembrini
    spiedino di gamberone con pasata fillo e mousse di mortadella
    tiramisù di baccalà.

    Valgono bene due spicci (!!!) e qualche seduta in palestra😉

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