The Bazar_Ma si puo’ finire a mangiare TAPAS a L.A.?

Los Angeles e’ un po’ la citta‘ delle contraddizioni, degli eccessi e delle esagerazioni, un po’ tutta la societa’ Americana lo e’ in effetti, ma a Los angeles tutto questo e’ particolarmente enfatizzato. La mattina e la sera fa freddo, a meta’ giornata si muore di caldo. La citta’ e’ spaccata tra gente super in tiro e gente al limite del degrado. Macchine fiammanti e cassoni fracassati si mescolano sul freeway. Puoi andare a fare colazione e trovare chi ordina un caffe’ nero in sandali e canottiera, e vedere accando a lui una persona in stivali di pelo che mangia un piatto da 6000 calorie. L’aria condizionata e’ sempre troppo fredda, il caffe’ sempre troppo caldo. Santa Monica, che e’ sul mare e’ paradossalmente il posto in cui il clima fa piu’ orrido ( e’ nuvoloso tutti i giorni almeno fino alle 11) .Puoi facilmente trovare un posto in cui c’e’ l’aria condizionata accesa e poi da un lato il caminetto che scoppietta come nelle migliori giornate invernali in montagna.

Ovviamente in mezzo a tutto questo e’ anche lecito aprire un ristorante in cui si mescolano il calore spagnolo e il gelo dell’aria condizionata mandata a circa  12/13 gradi , il rosso e il nero, la cucina e l’arredamento, gli oggetti piu’ stravaganti e kitch e un esposizione di foto d’epoca in bianco e nero.

Questo posto assurdo e’ il Bazar di Jose Andres, chef di origini spagnole che ha lavorato anche con Ferran Adria‘ e che ha deciso di voler in qualche modo lasciare il segno anche nella citta’ strampalata ed eccessiva di cui vi stavo parlando poco fa. Mille recensioni, mille articoli e l’esperienza di questo Chef, fatta in ristoranti di estremo pregio hanno facilmente sottoposto questo ristorante all’attenzione di tutti.

Il Times lo ha anche inserito nella lista delle 100 personalita’ piu’ influenti.

Il suo locale e’ definito un tapas bar in cui la tradizione e la modernita’ si mescolano e si contrastano in modo se non altro originale.

All’interno dell’hotel sls di Beverly Hills (pare che si trovi a Beverly hills solo tecnicamente, proprio nell’ultima striscia di terra che viene ancora definita come parte di questa citta’)e’ stato messo su questo posto esagerato. Un ristorante diviso in quattro:

una parte rossa ( piu’ spagnoleggiante)

una zona bianca ( piu’ non saprei definire come direi chic o forse kitch)

una zona pasticceria, area dessert

e una zona museo, vetrina, negozio arredata da Philip Stark.

La situazione era un po’ leccata e precisetta quindi non era proprio il caso di tirare fuori la macchina fotografica e mettersi a fare foto, anche se il mestire del food blogger questo richiede, ma ho notato cercando sul web che molti non si sono fatti di questi scrupoli e quindi vi voglio mostrare qualcosa di questo posto assurdo tramite le loro immagini.

Un aggravante all’impossibilita’ di recuperare del materiale fotografico e’ anche dovuta al fatto che per me la serata e’ iniziata con una Caipirinha al Nitrogeno Liquido, la LN2 Caipirinha. Scenografico, quanto vuoi…, ma forse sarebbe stato meglio prenderlo a stomaco pieno ( mi scordo sempre questa accortezza)

Praticamente funziona in questo modo: arriva un tizio o una tizia, con un pentolone da fattucchiera e inizia a mescolare “cose” fino a quando non esce un gran fumo e ti viene  recapitato sul tavolo un bel bicchierozzo di una finissima direi granita alla Caipirinha Brasiliana. NON MALE!

Questo , anche se ha pregiudicato la mia capacita’ di fotografa non mi ha impedito di assaggiare diverse portate proposte dal menu’ alcune molto interessanti, altre meno, ma devo dire che sicuramente questo e’ un posto da vedere e da assaggiare.

Secondo la teoria in cui un ristorante funziona e ha successo se le pesone ci tornano spesso, non credo che Bazar rientrera’ tra i preferiti di molti, ma penso che sia uno di quei posti dove bisogna andare, almeno se come me sei una persona attratta da sperimentazioni di questo tipo.

Certo che in un posto del genere e’ particolarmente difficile concentrarsi solo sul cibo pero’ guardate qua:

queste di seguito sono delle “Olive Moderne” ovvero decostruite alla Adria’. Appena messe in bocca esplodono in tutta la loro “liquidita’”(  mica lo so se si puo’ dire cosi’, ma credo di aver reso l’idea)

Sanno di olive, ma olive non sono! o meglio, sono fatte con le olive, ma non hanno la consistenza delle olive.

queste invece sono le olive tradizionali. Buone entrambe e bello e buono il contrasto tra queste due realta’.

Questa era un insalata di granchio, King Crab con lamponi e aceto ai lamponi

“not your everyday Caprese”. Decisamente non e’ quella che si trova alla trattoria sotto casa. La mozzarella di bufala e’ anch’essa decostruita. Liquida quindi …fresca, saporita e ben si sposa con il gusto del pesto su cui e’ accompagnata.

un cocktail a base di Zucchero filato che non ho assaggiato ( viste le conseguenze del primo cocktail e’ stato un bene fermarsi li) , ma che sembrava molto interessante

Nella foto in basso a destra il piatto che mi e’ piaciuto di piu’ sia per il gusto che per l’ottima combinazione di contrasti:

Smoked yellowtail and crispy rice

Yoghurt, grapes, capers, radish

Tonno pinna gialla affumicato con riso croccante, salsa di yoghurt, capperi e rafano.

Chips di patate dolci con salsa allo yoghurt greco e anice

Inutile dirvi quando era buona la selezione di formaggi e di prosciutti spagnoli. Il mio pensiero e’ andato ai miei fratelli “coinquilini” di Latina che si facevano regalare dal pizzicagnolo l’osso del Patanegra dicendo che  era per il loro gatto … Vi ho pensato proprio tanto!

e che bonta’ le

Braised Wagyu beef cheeks California citrus

Guanciole di manzo wagyu …mmmm

mi sta rivenedo fame. Devo smettere di scrivere. Comunque se vi capita, fateci un salto. E sbrigatevi perche ‘ magari tra poche settimane l’attenzione sara’ gia’ rivolta altrove!

One thought on “The Bazar_Ma si puo’ finire a mangiare TAPAS a L.A.?

  1. La cosa che mi incuriosisce di piu’ in assoluto e’ la caprese…come si dice destrutturata?Cioe’ la mozzarella di bufala e’ liquida, ma composta in modo da sembrare una comune mozzarella. Ma ha la consistenza di un gelato? Diun sorbetto? Sarei curiosa di assaggiarla…
    Cmq di primo acchitto, come diciamo noi a roma, il posto mi sembra in effetti un po kitch…soprattutto la sala bianca e quella dei dolci che sembrano la cameretta di barbie….ma come dice veronica, un vero food blogger va oltre le apparenze e le difficolta’ e deve assaggiare tutto….a quando le cavallette destrutturate???

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