Il primo pranzo d’autunno

Visto che la macumba per l’arrivo del “fresco” sembra aver portato i suoi risultati questo week end mi preparo per un primo assaggio di Autunno.
Autunno significa tra le varie cose mettere il primo plaid sul divano in modo che sia a portata di mano quando si guarda un film, significa mio papaà che si compra le prime castagne e significa che in cuicina si puo’ iniziare a fare sul serio.

Per il prossimo pranzo domenicale inffatti io vi consglierei questo piattino:

La mia famiglia e’ senza dubbio “DE MONTAGNA” il che significa che nel mio bagaglio genetico sono presenti informazioni relative a quando e’ meglio non avventurarsi nei boschi, che scarpe bisogna mettere per andare a camminare sui sentieri, da che lato della valle ci sono le vipere… e poi cose piu’ “di servzio” come : quale e’ il posto dove fanno lo strudel migliore, dove si mangiano dei Canderli imbattibili ( avremmo modo di parlare anche di questo) e quali funghi si raccolgono e quali no.

In poche parole e’ da quando ho 3 anni che ogni estate vengo coinvolta nella ricerca dei funghi…. e questo ha fatto di me una conoscitrice di molti tipo di esemplari commestibili e non. Il “naso” ce l’ho buono ma la “vista ” non mi ha mai dato grandi risultati.

Quuando ero piu’ piccoletta e scorrrazzavo dietro a mio papà avevo l’obiettivo di guadagnare ben 1000 lire per ogni fungo trovato.
Beh diciamo che mi e’ sempre convenuto di piu’ raccogliere paghette per aver lavato la macchina, con i funghi io non ci ho proprio mai fatto una lira….

Lui invece, mio papà e’ decisamente abile, determinato e soprattutto “genaile” nel momento in cui esce per andre a funghi e torna con qualche porcino che fa uscire dalle centomila tasche e taschine del suo gilet, e un 2/3 etti di “integrazione” acquistata al negozio del posto…. “per fare un misto ” dice lui…. cosi’ il piatto e’ un po’ sostanzioso,

E’ raro che torni a mani vuote, nonostante sia un “fungarolo” delle 14:00 e non delle 6 di mattina ( come invece solitamente si usa)

Mio papà infatti non ci pensa proprio di alzarsi alle 6 per andare a funghi…. preferisce pranzare, vedere il tg, bersi il caffe’e poi incamminarsi con lo scotto da pagare di dover quindi perlustrare zone al di fuori della portata dei vacanzieri.
Mi papa’ infatti non va a funghi, mio papa’ si inerpica su scarpate di rovi per arrivare “dove lui sa” ci sarà qualcosa che nessuno al mondo avrebbe potuto scovare.

Il concetto di “passeggiata per il bosco” non gli e’ proprio congeniale quindi consiglio a chiunque pensi di volersi avventurare con lui in questa escursione di procurarsi bastone, scarponi, cerotti, borraccia e da non dimenticare quei 3 /4 euro per comprare un succo di mirtillo alla fine dell’avventura e ritemprarsi prima di rientrare verso casa….

Io d’altro canto preferisco aspettare il suo rientro con il bottino, piu’ o meno farina del suo sacco e preparare poi cosine tipo questa.
Questo piatto non ha una ricetta vera e proprio, perche’ si fa un po’ ad occhio ( si e’ vero…io faccio tutto ad occhio, ma in questo caso e’ proprio difficile strutturare un elenco di ingredienti con relative quantità)

Comuqnue procuratevi :
degli ossobuchi di vitello
dei funghi Cantharellus cibarius (volgarmente gallinaccio, galletto, gialletto, finferlo o garitula ) che dovrete pulire per bene e poi tagliare a pezzettini
tanto per essere precisi, i funghi puliteli sempre nel bosco cosi’ che possiate lasciare gli scarti per terra e da quelli scarti poi si possano venir su altri funghi…

Poi procuratevi
aglio
olio
prezemolo
sale e pepe
farina
vino bianco
cipolla
porro
limone
riso
zafferano
del brodo vegetale
parmigiano
burro

Come prima cosa fate scaldare l’olio in una padella, poi aggiungetevi l’aglio e fatelo rosolare.
A questo punto buttate nell’olio i funghi a pezzetti ben asciutti , regolate di sale e pepe e fate cuocere aggiungendo ogni tanto un po’ di acqua calda.
Quando i funghi saranno cotti spolverizzateli con del prezzemolo fresco tritato.

Ora iniziate a preparare gli ossobuchi.
Infarinateli per bene da tutti i lati, salate e fate rosolare in un tegame con dell’olio.
Poi sfumate con il vino bianco.

In un’altra padella nel frattempo, fate ben rosolare la cipolla senza che si bruci, deve essere bella dorata e morbida e solo a questo punto potete aggiungerla agli ossobuchi.

preparate delle scorzette di limone e aggiungete anche quelle agli ossobuchi.

fate cuocere a fuoco medio /basso aggiungendo acqua in modo che il livello superi di un paio di dita il contenuto della pentola.
Controllate ogni tanto e se vedete che l’acqua e’ stata già tutta assorbita, rimettetene un po’. Quando la cottura della carne e’ quasi ultimata aggiungete anche i funghi.

Ora preparate il riso:
fate rosolare il porro nell’olio caldo, aggiungete se vi piace anche il midollo prelevato dagli ossobuchi e poi aggiungete il riso e fatelo tostare ( calcolate circa 60/70 gr di riso a persona)
Ora sfumate con il vino bianco e poi iniziate ad aggiungere al riso il brodo vegetale a cui avrete precedentemente aggiunto dello zafferano.
Fate cuocere il riso lentamente aggiungendo il brodo un po’ alla volta.

A cottura ultimata spegnete il fuoco, togliete la pentola dal fuoco e mantecate con il burro e il parmigiano.

Servite il riso accompagnato dagli ossobuchi e dai funghi.

3 thoughts on “Il primo pranzo d’autunno

  1. Che buono… che fame!! proveremo anche questo.
    ..ma lo sai che la mia amica Chris, ha preparato il tuo risotto con gli asparagi per Kim quando e’ stata dimessa dall’ospedale ed e’ stato un grande Hit!!!!!
    un bacione autunnale a tutti… specialmente a stellina :-()
    valentina da Los Angeles..

      • ABSOLUTELY YESSSS!!!!!!
        Comincio a “forward” il tuo blog alle mie amiche americane cuoche…saranno felicissime.. e io pure, visto che hai gia’ tradotto le ricette… Fantastic!!
        valentina.. dalle bellissime montagne di Hollywood :-()

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